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Rigenerazione urbana: il progetto ambizioso dell’Istituto per Geometri “E.MASI”

La rigenerazione urbana e la riqualificazione di una città in coma. L’ambizione e l’impegno degli studenti dell’Istituto per Geometri di Foggia

Un progetto ambizioso, la voglia di mettersi in gioco e la grinta di una generazione stanca di piangersi addosso. “Ristrutturare” Foggia, partendo dalla valorizzazione del patrimonio architettonico della zona ottocentesca e attraverso la riqualificazione di quelle zone, un tempo “in”, ma ora più che mai avvolte da un velo spesso di degrado. Parte così l’idea degli studenti dell’Istituto Tecnico per Geometri “E. Masi” di Foggia.

Un progetto che ha visto coinvolti gli studenti delle quarte dell’istituto, in quella che è a tutti gli effetti un’idea progetto di “Riurbanizzazione” della città. Un lavoro meticoloso e certosino quello dei ragazzi, coadiuvati e guidati dai docenti dell’istituto, con il beneplacito dell’assessorato all’urbanistica del Comune di Foggia. Un’idea ambiziosa e temeraria, con la grande professionalità di un istituto, spesso e volentieri, maltrattato dai vari emendamenti che, nel corso degli anni, hanno cercato di relegare gli istituti tecnici al gradino più basso del podio.

Ridistribuzione degli spazi, creazione di nuove strutture, applicazione delle nuove tecnologie della bioedilizia e la creazione di un parco giochi per disabili. Sono solo alcuni dei passi principali dell’idea progetto posto in essere dall’istituto Masi. L’idea è di quelle forti, incentrate sullo sfruttamento delle nuove tecnologie e, soprattutto, cariche di entusiasmo. Quel sentimento forte e mai come oggi fondamentale per cercare di riportare in vita una città in coma.

Proprio l’entusiasmo è stato il fulcro dell’incontro con i ragazzi dell’Istituto, che hanno avuto modo di “scontrarsi” con una realtà ben diversa rispetto a quella che, forse, avevano idealizzato. Per far si che tutto ciò potesse avvenire, gli studenti hanno censito quasi 1500 cittadini, trovando  in loro collaborazione ma anche qualche pizzico di ostilità. Ma che alla fine ha dato grandi frutti, perché proprio grazie ai questionari preparati, gli studenti hanno potuto mirare gli interventi di riurbanizzazione in maniera efficace, “colpendo” quelle zone che più di altre avrebbero bisogno di essere riqualificate, con particolare attenzione al quartiere ferrovia e alla zona del mercato di Via Rosati, passando poi per la zona ottocentesca.

Un progetto che non deve morire tra i banchi di scuola

Un progetto che potrebbe (e dovrebbe) avere un seguito, se non fosse altro per premiare quei ragazzi tanto bistrattati e etichettati come “generazione allo sbando”. L’esempio lampante di come questa generazione, o quantomeno la gran parte di essa, potrebbe rappresentare un volano per l’economia e la “riculturizzazione” della città, è proprio questo progetto. Una di quelle cose che, nonostante tutto, fa ben sperare. Perché è da questi ragazzi che può partire la rinascita della nostra città. La volontà e l’impegno portano sempre buoni frutti. Soprattutto se la valorizzazione parte da ragazzi di diciassette anni. E si sa, chi semina tanto (e bene) alla fine raccoglie sempre.

Il nostro consiglio è quello di andare a visitare l’Istituto, chiedere di poter visionare il progetto, rendersi conto del grande lavoro svolto da docenti e studenti. Perché solo con l’interesse da parte dell’intera città questi ragazzi potrebbero decidere di investire tempo e risorse nel nostro territorio. Magari evitando di non dargli ascolto per poi trovarsi, tra qualche anno, con una generazione costretta ad emigrare per avere almeno un po’ del riconoscimento che gli spetta.

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About Antonio Solimine

Antonio Solimine
Ciao, sono Antonio Solimine. Ho l’età giusta per poter votare al Senato e non capisco una benamata di matematica. Per questo, seppur con qualche dolore da travaglio, mi sono laureato in Consulente del Lavoro. Mi ha sempre affascinato il mondo della scrittura. Mi fingo giornalista ormai da qualche tempo. Odio gli schemi, l’ordine mentale e le cose metodiche, mi opprimono il cervello. Amo lo sport, tutto. Anche le arrampicate la domenica dei vecchietti della parrocchia vicino casa. Mi entusiasmo con un gelato e mi deprimo se finiscono i biscotti per la colazione. Mi piace fare il bagno: mi piace spalmare il kerakoll con la spatola e posare le piastrelle. Dare il silicone sui vetri mi fa sentire una bomba sexy. Vorrei avere un giorno una casa tutta mia, un cane, una gallina da compagnia e un commercialista. Odio dover bussare al citofono, mi inquietano. Al massimo suono e poi scappo: la voce di quello che mi risponde, che gracchia nell’altoparlante, mi mette una fifa boia. Ah, in tutto questo scrivo per alcune testate (più che altro mi hanno adottato) come Foggia ZON e ZON.IT. Gestisco un blog, "Sydailcaso", che amo definire "un'accozzaglia di roba senza nessun ordine preciso". Mi ritengo un buon chitarrista, ma in realtà so fare cinque/sei pezzi. E pretendo che gli amici, nonostante suoni sempre le stesse , mostrino stupore per il mio talento innato. Oltre questo non saprei che dirvi, se vi va ci vediamo in centro a Foggia, abito qui. Sarò lieto di raccontarvi cosa successe dalla caduta del primo dentino ad oggi in maniera più dettagliata Grazie per l’attenzione.

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