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Faragola: l’importante sito archeologico distrutto da un incendio

Secoli di storia ed anni di lavori archeologici andati distrutti a causa del fuoco

Tra il 6 ed il 7 Settembre un incendio ha colpito Faragola. Il fuoco ha distrutto anni di lavori archeologici che hanno portato alla luce testimonianze di insediamenti di età romana e tardoantica. L’incendio ha, purtroppo, danneggiato definitivamente i marmi cotti, i mosaici e strutture murarie che caratterizzavano il sito archeologico di Faragola, inaugurato un anno fa alla presenza del presidente della camera Laura Boldrini. Grave perdita è stata quella di una villa patrizia riportata alla luce nel 2004, e definita una delle più lussuose dell’Italia meridionale. No si hanno certezze sulla natura di tale incendio, se dolosa o meno; tuttavia i vigili seguono la prima pista in quanto risulta rubato l’ oscillum, decorato con la figura della danzatrice, presente nello stibadium.

Il Presidente Volpe: <<Quando un sito è lasciato senza controlli diventa “terra di nessuno”>>

Il Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, Giuliano Volpe, professore ed ex rettore all’ Università di Foggia, esprime tutto il suo dolore su un post di Facebook. Il professore G

iuliano Volpe ha lavorato per anni, in collaborazione con studenti, archeologi e restauratori, alla riscoperta del sito archeologico. Il professore ha dichiarato: << Sembra un intervento fatto da persone esperte, hanno fatto in modo che tutto fosse distrutto». Riprende: «Quando un sito è lasciato senza controlli, diventa “terra di nessuno”>>. Conclude Volpe: «Restano ormai, oltre ai pochi oggetti portati al museo e ai materiali nei nostri laboratori, solo i nostri studi, le foto, i video, i disegni, la nostra memoria e la passione per un sito straordinario>>

Le dichiarazioni del sindaco di Foggia Landella

«Sono sconvolto dal gravissimo danno subito dal nostro patrimonio culturale. Faragola è una delle attrattive più importanti nell’ambito di un turismo qualificato ed attento ai beni storici ed artistici del nostro territorio.>> dichiara il sindaco di Foggia, Landella il quale si augura che questo incendio sia stato fortuito e non frutto di un’ azione barbara che ha sottratto alla nostra terra una perla. Il sindaco continua: << Faragola è da tempo un vanto per gli abitanti della provincia di Foggia, che lo indicano agli amici giunti dalle altre regioni come una delle mete imperdibili di un tour alla scoperta dei tesori che costellano il Tavoliere, il Subappennino ed il Gargano>>. <<Auspico – conclude il sindaco-  che le istituzioni preposte vogliano puntare alla rinascita di Faragola, per reagire all’evento che ha distrutto un’opera così bella, perché la bellezza e la cultura devono essere sempre più al centro del sistema di sviluppo sostenibile della Capitanata».

I commenti dei consiglieri regionali M5S Rosa Barone e Gianluca Bozzetti

I consiglieri regionali appartenenti al gruppo del M5S, Rosa Barone e Gianluca Bozzetti, commentano duramente ponendo in luce la questione delle responsabilità istituzionali. <<Si ipotizza – spiega Baroneche le fiamme siano di origine dolosa. È stata incendiata la copertura, ma la cosa che lascia sgomenti è come questi crimini siano commessi impunemente. Quanto accaduto dimostra quello che succede quando il nostro patrimonio storico invece di essere valorizzato, viene abbandonato a se stesso. Il sito era infatti senza vigilanza e senza alcuna gestione. Quattordici anni di lavoro, di fatica, di studi, di ricerca, ma anche di soldi e contributi buttati in fumo. Nel sito – continua – è stato individuato un esteso insediamento di età romana e tardoantica. Un patrimonio che rischia una distruzione, così come le opere di restauro ancora in corso>>.

<<Colpire la memoria storica di un Paese è un atto vile – il commento di Bozzetti – e ora ci aspettiamo una risposta forte da parte delle istituzioni a tutti i livelli. Bisogna trovare i colpevoli e ripristinare immediatamente lo stato dell’arte del sito archeologico, tutelandolo maggiormente perché episodi simili non possano ripetersi>>. Ora, al di là delle polemiche, si spera che, se doloso, vengano identificati i colpevoli e che tale vicenda faccia da monito per una più costante tutela del nostro patrimonio culturale.

 

 

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