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Vico del Gargano, il paese dell'amore
Vico del Gargano, il paese dell'amore

Vico del Gargano, il paese dell’amore

Tra mare e foresta, c’è Vico del Gargano, il paese dell’amore devoto a San Valentino

Tra il lungo litorale di sabbia finissima di San Menaio e la Foresta Umbra, a quasi 500 metri sul livello del mare, si erge Vico del Gargano.

Vico del Gargano, il paese dell'amore
Vico del Gargano, il paese dell’amore

Annoverato tra i “Borghi più belli d’Italia”, Vico del Gargano non può non attirare il visitatore attraverso le sue strette stradine, scalinate scavate nella roccia, comignoli che ricordano le fantasie di Gaudí e le tipiche casette bianche a due piani (dove i contadini vivevano e allevavano animali nelle stalle al piano terreno).

Non può non sorprendere l’inventiva degli abitanti che col passare del tempo hanno ammaestrato la natura costruendo architetture tipicamente spontanee utilizzando la bianca pietra di Monte Sant’Angelo.

Vico del Gargano tra storia e leggende d’amore

Risulta facile perdersi nel borgo pieno di storia che vede la nascita in un intervento del 970 da parte degli slavi assoldati dai Bizantini per riprendere il potere sul territorio e successivamente passato in varie mani (normanni, svevi e aragonesi) che sul tessuto urbano, e sociale, hanno impresso il loro segno.

Il primo di questi è dovuto ai sovrani Normanni che, riconquistato il Gargano, impiantarono nel 1113 una fortezza a Vico che sarà ampliata nel 1240 dallo svevo Federico II, probabilmente per farne una domus solaciorum; ma non solo, le numerose chiese e il “Museo del Trappeto” dimostrano che, nonostante lo spopolamento al quale si assiste oggi, Vico era un attivo centro di produzione e trasformazione di diversi prodotti.

Nel Museo del Trappeto si potranno vedere le condizioni in cui erano costretti i lavoratori per la produzione dell’olio o assaggiare, durante le numerose mostre, gli agrumi locali come l’ “Arancia bionda del Gargano” e il “Limone Femminiello del Gargano”, entrambi detentori del marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta).

Da non perdere, poi, la festa di San Valentino in cui il santo viene portato in processione con agrumi per decorazione. Vico, infatti, è detto anche il “paese dell’amore” perché il patrono dell’amore è anche quello degli agrumeti di cui il paese è ricco.

Collegato all’amore è anche il “vicolo del bacio”, un vicolo di 50 cm di larghezza e 30 m di lunghezza, dove gli innamorati per passare sono “costretti” a baciarsi.

Nel caso il vicolo non funzionasse, nella tradizione vichese c’è un’altra soluzione per far innamorare chiunque: staccare un’arancia dal trono di San Valentino ed estrarne il succo per ricavare un potente filtro d’amore.

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