Ettore Fieramosca e la leggenda discussa

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Ettore Fieramosca
Ettore Fieramosca

C’erano una volta un personaggio storico – Ettore Fieramosca – e una leggenda d’amore. E poi, c’erano quelli che li associavano e quelli che li separavano…

Di leggende, il nostro territorio, ne è pieno; di personaggi, storici pure. Per non parlare, poi, delle polemiche tra coloro che si affidano ai racconti orali tramandati nei secoli e coloro che fanno della storia e dei ritrovamenti certi la loro Sacra Scrittura.

Rientra in questi casi, la leggenda di Ettore Fieramosca e del Monte Saraceno.

Ettore Fieramosca era, secondo quanto ci dicono le testimonianze storiche, un leggendario eroe che partecipò alla disfida di Barletta. Il monte Saraceno è, tutt’oggi, uno dei promontori più suggestivi del territorio garganico, situato – più precisamente – nel territorio di Mattinata, che si staglia per più di 200 metri e finisce a monte Sacro.

Come sono collegati tra loro? Secondo la leggenda, trascritta da Massimo D’Azeglio, personaggio di spicco nel panorama letterario, Fieramosca si sarebbe gettato da monte Saraceno, in sella al suo cavallo, in preda alla disperazione, in seguito alla morte della sua amata Ginevra.

Nel 1967, Don Salvatore Prencipe pubblicò un libro, nel quale scrisse che“nel 1616, essendo rimasto secco un tratto di una scogliera sotto il Gargano, un pescatore vide incastrato fra due grandi pietre un ammasso di ferraglie quasi interamente di color rosa dal salso marino e dalla ruggine, e vi trovò fra mezzo ossa umane, e il carcame d’un cavallo”; ovviamente, si pensò subito che il personaggio descritto in queste righe fosse Ettore Fieramosca.

Ettore Fieramosca
Ettore Fieramosca

Le smentite storiche della leggenda di Fieramosca

Le smentite, però, arrivarono già a partire dallo stesso prete, che, qualche capitolo più avanti, scrisse che questa storia era “pura invenzione uscita dalla fantasia del D’Azeglio anche perché dai documenti di famiglia risulta che l’eroe di Barletta era un cavaliere di Calatrava e quindi, a guisa dei cavalli di Malta consacrato a celibato perpetuo; perciò falsi i suoi amori con Ginevra, che era anche coniugata”.

Inoltre, storicamente, è stato documentato che dopo la disfida, il Fieramosca fu ricolmo di onori e celebrato in tutta Italia. Addirittura Ferdinando il Cattolico re di Spana, un anno dopo il combattimento di Barletta, lo nominò conte di Miglionico e signore di Acquara.

Risulta, dunque, quasi impossibile dare credito alla leggenda. Quasi, certo… Perché, come si acquietano gli animi romantici?