Giovanna Cetola racconta “Dentro un brivido”

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Giovanna Cetola

Giovanna Cetola inaugura la rubrica Scrittori Emergenti facendoci entrare nel suo mondo e in quello di “Dentro un brivido

Giovanna Cetola è serafica. La sua figura è ad un tempo stoica e vulcanica. L’emergente scrittrice lucerina, tornata da poco alle sue origini,  ci ha incontrato con la semplicità che la contraddistingue. Lei è Giovanna e ciò è sufficiente. Poche battute bastano a capire che non c’è nessuna costruzione, nulla di preimpostato. Le sue parole e la sua penna sono dirette, mirano alla pancia e alle emozioni.

Giovanna Cetola
Dentro un brivido

Il suo nome compare in ben tre antologie: Enciclopedia Universale degli Autori Italiani 2015, Ti racconto una favola e Lettere d’amore 2016. Il romanzo “Dentro un brivido” ha ottenuto una segnalazione al Premio letterario “Il Tombolo” IV edizione 2016.

Madre, lavoratrice, scrittrice. Umile ma mai indecisa, dolcemente tenace, Giovanna Cetola ci mostra il suo mondo e le origini di “Dentro un brivido”. Scopriamolo insieme. 

Giovanna, raccontaci di “Dentro un brivido”

“Dentro un brivido” è la storia di tre donne. Sono protagoniste diverse accomunate dalla voglia di reiventarsi quando la vita ha stravolto la loro esistenza. Abbiamo una donna che cerca di ricominciare da un nuovo amore dopo un divorzio, una giovane universitaria che vive l’amore perfetto che il destino le strappa via, una diciannovenne sportiva che deve dire addio alla sua carriera in seguito ad un infortunio e…ricominciare. Penso siano storie che insegnino come ogni fine possa essere un inizio, ogni bivio un’opportunità.

Quanto è autobiografico e quale Giovanna vi ritroviamo?

Alcuni a fine lettura mi chiedono se  la protagonista sia in realtà una. In ognuna ho messo un po’ di me, della mia storia. Ad esempio c’è L’Aquila, la città in cui ho studiato. Leggendo “Dentro un brivido” se ne può quasi respirare l’aria, percepirne gli odori e scorgerne i tetti innevati.

Parliamo ora di ispirazione. Quanto il tuo lavoro influisce? 

Tanto, sicuramente. Avendo a che fare in comunità con storie di tossicodipendenza e di alcolismo che coinvolgono giovani ma anche adulti, ho incontrato persone che hanno vinto, ne sono venuti fuori proprio perché io e i miei colleghi abbiamo insegnato loro ad andare avanti e trovare la propria storia. Proprio questo ho cercato di trasmettere nel libro, dando questi finali di rinascita. Bisogna tornare a vivere sempre.  Anche il secondo libro che sto scrivendo è ispirato alle storie di violenza psicologica che ascolto. Alla fine questo tipo di violenza non si riconosce subito, a volte  la si può vivere in un padre o in un marito autoritario, senza capire il danno che causa. Voglio insegnare questo: è possibile interrompere i meccanismi di dipendenza con un atto di forza.

Se dovessi consigliare la lettura del tuo libro per un motivo, quale sarebbe?

Per imparare a camminare, a trovare la luce dentro…andare avanti indipendentemente da quello che succede.

Non conosciamo ancora le protagoniste di “Dentro un brivido” ma già sembrano far parte di noi, di ogni donna. E a leggere queste parole vien voglia di scoprirle, di conoscere i loro percorsi, i loro perchè, le loro vittorie …nonostante tutto.

Perchè nulla avviene per caso e tutto ha un senso anche se oscuro, a volte( Cit. Giovanna Cetola)