Addio a Roberto Paolucci, storico esponente del Partito socialista

0
Roberto Paolucci

Il politico Roberto Paolucci è morto questa mattina

Roberto Paolucci, storico esponente del PSI (entrò nel Partito Socialista a 18 anni, nel 1958), non c’è più: è scomparso poco più di ventiquattro ore fa, in seguito ad una malattia. Il politico lucerino, ”polemista intransigente e leale, custode di un antico modo di interpretare la politica e la cultura politica” – scrive accorato il giornalista Paolo Ruotolo – aveva 77 anni e nel corso della sua carriera politica è stato consigliere regionale, assessore regionale (all’urbanistica, all’ambiente, all’assetto del territorio e all’edilizia residenziale) e per tre volte segretario provinciale del PSI in Capitanata. Negli ultimi anni aveva aderito al Pd, supportando Matteo Renzi (Paolucci si è anche speso per il referendum costituzionale, battendosi per il sì).

Roberto Paolucci, a destra, in una delle sue ultime apparizioni in pubblico

Paolucci fu coinvolto, insieme all’On. Franco di Giuseppe e ad altri esponenti politici, nel processo ”Nastri d’oro”, relativo alla realizzazione di nastri trasportatori nel porto di Manfredonia. L’inchiesta fu avviata nel 1992 in seguito all’arresto di Ottavio Pisante, titolare della Emit milanese, che affermò d’aver versato una tangente di 5 miliardi di lire ad alcuni politici della Dc, del Psi e del Psdi, tra 1990 ed il 1991, per sbloccare l’appalto relativo al porto di Manfredonia. L’inchiesta iniziò nel 1992 e terminò nel 1996: il processo d’appello, con l’assoluzione di Paolucci e di altri quattro politici, si è concluso soltanto nel 2010.

Su Facebook, sono numerosissimi i commenti di cordoglio: qualcuno lo ricorda come un ”verace socialista, galantuomo d’altri tempi, sempre con la schiena dritta anche di fronte alle avversità”, altri sottolineano il suo garbo, la sua raffinatezza e la sua intelligenza.