San Marco in Lamis e il ponte di cuoio di Castelpagano

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Castelpagano e la leggenda del ponte di cuoio
Castelpagano e la leggenda del ponte di cuoio

Tra le strade di San Marco in Lamis, riecheggia l’eco una storia d’amore ostacolata dal cuoio. Leggere per credere!

C’era una volta un principe saraceno, che si era innamorato di una bella principessa cristiana e avrebbe tanto voluto prenderla in moglie; ma, il loro amore era ostacolato dal padre di lei, contrario alle nozze, che decise di mettere il giovane a dura prova.

Non è l’inizio di un racconto da ‘Le mille e una notte’, ma quello di una leggenda legata ad un paese del nostro territorio. Questa storia, infatti, si lega a quella di San Marco in Lamis.

Il principe in questione è Mohan, che istituì e governò con saggezza il feudo di Castelpagano. Un giorno, il giovane conobbe la principessa cristiana Dolcebruna – figlia del signore di Voltapianezza, che dimorava in una rocca sul Monte della Donna, sito dall’altra parte della valle – e se ne innamorò perdutamente.

Castelpagano e la leggenda del ponte di cuoio
San Marco in Lamis, Castelpagano e la leggenda del ponte di cuoio

Dopo poco tempo, Mohan chiese in sposa la fanciulla, ma, per motivi religiosi, la famiglia di lei si oppose. Per dissuaderlo totalmente dal suo proposito, il padre di lei, lo pose d’avanti ad una sfida difficilissima: se il giovane fosse riuscito a costruire un ponte che unisse le due terre – separate da un torrente – utilizzando solamente pelli di animali, allora lui avrebbe acconsentito alle nozze.

Il giovane, animato da veri e profondi sentimenti, si mise subito all’opera, mobilitando l’intera popolazione sulla quale regnava. Fu deciso di utilizzare il cuoio, per la costruzione.

Successe però che, ad un certo punto, gli animali da scuoiare terminarono e la popolazione cominciava a decimarsi, poiché tutte le risorse destinate solitamente al loro sostentamento erano state utilizzate per la costruzione del ponte, ancora incompleto. A questo punto, Mohan dovette arrendersi e dichiarare la sua sconfitta, rinunciando al suo grande amore.

Per il troppo dolore, il ragazzo si lasciò morire su una rupe, il volto rivolto verso la rocca dove risedeva la sua principessa.

I più romantici sostengono che ancora oggi, quando al tramonto si alza un vento leggero, questo sia accompagnato da un lieve lamento, che è il pianto disperato di un innamorato che è stato separato dal suo amore.