Sciopero dei lavoratori del commercio per Pasqua e Pasquetta

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I sindacati CGIL, CISL, UIL indicono lo sciopero dei lavoratori del commercio contro la pretesa di aprire con orario continuato durante la Domenica e le festività.

La distribuzione commerciale in Italia, cosi come gli altri settori, è vittima della crisi che sta ponendo in discussione anche gli impianti normativi.

La questione è stata oggetto di discussione sin dal 1998 con il decreto Bersani. Questo decreto ridusse le tabelle merceologiche da tredici a due (riguardanti  generi alimentari e non alimentari); dava la possibilità di aperture domenicali e festive in numero di otto giornate all’anno su tutto il territorio nazionale. Nel Settembre 2001, con la modifica del titolo v della Costituzione, si è definita la pertinenza soprattutto delle regioni in materia di commercio, e nel 2011 si è stabilita la piena liberalizzazione degli orari nei comuni turistici e nelle città d’arte. Nel Gennaio del 2012, infine, entrò in vigore la riforma Salva Italia del governo Monti, che prevede la totale liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi per 24 ore e 365 giorni l’anno.

Questa riforma ha sortito effetti positivi e negativi. Uno dei vantaggi è la possibilità, da parte di impiegati in altri settori, di trovare disponibili i punti vendita a qualsiasi ora e in qualsiasi giorno. L’effetto negativo consiste nel fatto che , come dimostrano i dati della Confesercenti, non è stata una soluzione alla crisi. Molte imprese, infatti, hanno continuato a chiudere, e le aziende che aprono hanno una vita sempre più breve; cosi come non diminuisce il numero di licenziati. A fronte di tanti altri dati, abbiamo uno spartiacque: i bisogni dei consumatori impegnati in altri settori da un lato  e, d’altro canto, i piccoli negozi a gestione famigliare o con poco personale che non riescono a coprire turni frenetici.

Rilevante è la situazione di disagio manifestata dai dipendenti dei grandi centri commerciali. I dipendenti, infatti, rivendicano la possibilità di avere le giornate festive e domenicali libere, per dedicarsi alla famiglia, alle proprie attività e, per chi credente, dedicarsi  alle celebrazioni religiose.

Le associazioni sindacali FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS UIL hanno indetto uno sciopero di tutti i lavoratori del commercio di Puglia, nei giorni di Pasqua e Pasquetta per protestare contro le aperture “indiscriminate” delle attività commerciali nei giorni festivi. Il vicepresidente di Regione Peppino Longo, in una nota, sottolinea l’unità di intenti con le organizzazioni sindacali e con le principali associazioni di categoria, affinchè la Regione, il sindaco di Bari e presidente nazionale Anci Antonio Decaro, si facciano promotori presso il governo di azioni che regolino ciò che sta colpendo le piccole attività commerciali.

Afferma Longo: “Pur convinto che il settore debba godere della più ampia libertà d’azione diventa necessario trovare strategie comuni, coinvolgendo anche la grande distribuzione, affinché si tutelino tutte le parti in causa, e anzi affinché la calendarizzazione delle aperture straordinarie diventi, in base alle peculiarità del territorio motivo reale di crescita e opportunità di nuova occupazione. Naturalmente con il rispetto di quei valori religiosi e tradizionali che caratterizzano la nostra società”.

Per concludere si può affermare che non si dovrebbe tener presente solo dei bisogni commerciali delle grandi catene di distribuzione, ma cercare un compromesso anche con le necessità dei lavoratori e delle piccole forze economiche. Si potrà obiettare a tale affermazione dicendo che in molte altre nazioni questo è un modello ampiamente in uso. In realtà bisognerebbe sempre  tener presente delle differenti peculiarità di ogni società e delle abitudini territoriali. Inoltre i lavoratori non vengono pagati per la prestazione festiva, come avveniva un tempo, ma vengono pagati meno se l’attività commerciale in un dato giorno non ha avuto il guadagno sperato.