Traffico illegale di rifiuti in Capitanata

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La “Terra dei Fuochi” estende il suo raggio anche in Capitanata

Dopo l’incendio dello scorso 24 Maggio in zona Castelluccio dei Sauri, un altro caso di rifiuti illegali ha colpito la Capitanata. La vicenda della “Terra dei Fuochi” ora riguarda anche la Capitanata dove sono stati smaltite centomila tonnellate di rifiuti provenienti dalla Campania. Le zona interessata comprende i 70 ettari di terreno tra Zapponeta, Manfredonia, San Severo e San Paolo in Civitate. Lo scorso 7 Giugno sono stati effettuati 19 arresti a seguito dell’ operazione “In Daunia Venenum”, con la quale sono stati sequestrati in modo preventivo beni per un valore di 9, 3 milioni di euro.  Nel mirino delle indagini sono stati coinvolti personaggi del mondo imprenditoriale (le imprese Lufa Service e Pulitem) e della politica, tra cui Primiano Calvo, esponente di Noi con Salvini e un dirigente ARPA Puglia.

Le reazioni dei politici a tale disastro

Le reazioni provenienti dal mondo della politica riguardo questa triste vicenda sono state diverse. Gli otto consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno contestato il Presidente della Regione, Michele Emiliano, e l’ assessore dell’ambiente, Santorsola, definendo il loro un “silenzio imbarazzante” e dichiarandosi pronti a far luce su tale vicenda attraverso diverse azioni politiche. I pentastellati, infatti, hanno annunciato la presentazione di una interrogazione rivolta al Presidente della Regione e all’ Assessore dell’ ambiente; seguita da una interrogazione rivolta al Governo centrale.  “Della questione si stanno già occupando anche i nostri parlamentari che a breve depositeranno una interrogazione al Governo” – affermano gli assessori M5S – “Siamo decisi ad andare fino in fondo, non è possibile che le orgnizzazioni criminali abbiano potuto trattare la Puglia come una pattumiera, portando avanti indisturbati un massiccio traffico di rifiuti inquinando i nostri suoli e mettendo a serio rischio la salute pubblica. Chi ha permesso tutto ciò dovrà pagare e le eventuali carenze di controlli o normative dovranno essere, necessariamente, al più presto colmate”. I consiglieri pentastellati  nell’interrogazione diretta al Presidente-assessore alla salute Emiliano e all’assessore Santorsola, in oltre,  chiedono di conoscere: “quali azioni intenda esperire la Regione Puglia nell’immediato a tutela delle matrici ambientali compromesse in seguito agli illeciti accertati dalla DDA; se non si intenda potenziare il monitoraggio ambientale da parte di Arpa Puglia, viste le criticità ambientali emerse e, in ultimo se non intendano garantire il rispetto di quanto imposto dalla legge anticorruzione 190/2012 che impone l’obbligo della rotazione di incarichi nella pubblica amministrazione”.

Il Segretario di Sinistra Italiana da dichiarato: “Per quanto sia stata necessaria, in Capitanata la sola attività della magistratura non basta, urge infatti un incontro con le numerose realtà sociali cittadine per un confronto su come affrontare il pericolo inquinamento e per tenere alta l’attenzione su un fenomeno che necessita un’attività di bonifica e di messa in sicurezza dei territori interessati dall’attività di sversamento”. Anche Sinistra Italiana invierà una interrogazione parlamentare al Ministero dell’ Ambiente.

Le dichiarazioni del Sindaco di Manfredonia

Non è mancata la reazione del Sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi, il quale ha dichiarato: “ siamo pronti ad adottare qualsiasi ordinanza possa rendersi necessaria e, anche, a costituire parte civile la Città di Manfredonia. Il Sindaco ha commentato l’operazione che ha prodotto 46 indagati “scoperchiando una pratica fraudolenta dalla quale ci sentivamo al sicuro, in loco”. L’ assessore all’ambiente Innocenza Starace dichiara che, al momento non è giunta alcuna ordinanza;  “E’ opportuno attendere tutti gli accertamenti del caso, ma è altrettanto opportuno” – aggiunge il Sindaco- “ invocare pene severe qualora fosse mostrata la condotta criminale dei soggetti coinvolti”.

Non si è mai al sicuro da determinate condotte criminose poiché, purtroppo, non conoscono confini . Tali organizzazioni si insediano ovunque ci sia la possibilità di lucrare; la salute e l’ambiente passano in secondo piano. Questo, infatti, è uno dei tanti “attacchi” sferrati al nostro ecosistema e alla salute di coloro che vi abitano. Si spera in un tempestivo intervento della politica che, a poco tempo dal G7 sull’ Ambiente, ha il dovere di fermare fenomeni di questo genere. Il traffico illegale dei rifiuti è un fenomeno di grande portata che inquina le nostre terre, ma non dobbiamo dimenticare anche l’inquinamento proveniente dai rifiuti abbandonati dai singoli individui lungo le strade, sulle spiagge,o in mare. Nel proprio piccolo ognuno dovrebbe fare la sua parte, inquinando il meno possibile e contribuendo a rendere più pulito l’ambiente in cui vive.