Tutte le vite del burlone Pulcinella

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Il dottor Pulcinella

Principe delle maschere italiane, Pulcinella rivive in una mostra visitabile presso la Fondazione Banca del Monte di Foggia

Dimenticate il tradizionale Pulcinella pigro e affamato, ribelle, imbroglione e servitore di potenti. Quello di Emanuele Luzzati, in mostra presso la Galleria della Fondazione Banca del Monte di Foggia fino al 10 ottobre, è un Pulcinella speciale. La mostra, intitolata ”Il mio amico Pulcinella”, curata dal Granteatrino – Teatro Casa di Pulcinella di Bari, offre l’opportunità di entrare in contatto con la grande arte dello scenografo e illustratore ligure: burattini di legno, pupazzi di stoffa, acquatinte, disegni a tecnica mista (pastelli a olio e matite) e scenografie in cartone consentono di trasportare lo spettatore in un mondo magico, vivendo quasi una nuova infanzia.

Un Pulcinella di Luzzati
Un Pulcinella di Luzzati

Pulcinella è il protagonista di questo regno fatato. Il personaggio di Luzzati, che ha lavorato come  scenografo e costumista anche alla Scala di Milano, vende burattini, abita in un trullo, suona il violino, gioca a carte, assiste ad uno spettacolo di marionette, cavalca un elefante, cura un giovanissimo paziente con l’arterapia, si diverte al circo, è innamorato, si rilassa a Cuba fumando un abnorme sigaro e trascorre il tempo libero dedicandosi alla pesca.

La principessa Biancofiore
La principessa Biancofiore

Ma quello che colpisce maggiormente di questo Pulcinella, grazioso e ingegnoso, è il suo lato cavalleresco e cortese: si, perché il temerario e impavido Pulcinella di Luzzati sfida un mostruoso e gigantesco drago (in gommapiuma e stoffa) sperando di salvare la bellissima principessa Biancofiore, aiutando così l’ariostesco cavalier Rinaldo, incapace di portare a termine da solo l’azione valorosa.

Il Piccinni di Luzzati
Il Piccinni di Luzzati

Il Pulcinella di Luzzati, però, non veste solo i panni dell’eroe epico. Compare, infatti, accanto a due grandi compositori settecenteschi (Gluck e il barese Piccinni, sempre in stoffa) nella Cecchina, melodramma dello stesso Piccinni su libretto di Carlo Goldoni, e nel Flauto magico di Mozart, interpretando  Papageno  e Papagena, sorprendenti nelle loro essenziali piume variopinte, che contrastano con l’aureo abito di Sarastro, sommo sacerdote della sapienza e del cerchio solare.

Chiudono la mostra un meraviglioso teatrino delle marionette (con un Pulcinella in tutù, un asinello, un arlecchino, un felino giallastro, due Pulcinella armati e un clown violinista), una magnifica e regale Fata turchina, un innocente Pinocchio (in legno), un paterno san Nicola attorniato da vivaci bambini e un pannello illustrato in cui viene sintetizzata la storia di Pinocchio.