A Foggia il Ministro Boschi scende in campo per il “SI”

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Il Ministro Maria Elena Boschi arriva a Foggia per sostenere il “SI”

Ieri il Ministro per le Riforme Costituzionali Maria Elena Boschi è arrivata al Palazzo Dogana per promuovere il referendum costituzionale che ci sarà il 4/12/16.
La sala in cui si è tenuto l’incontro era colma di cittadini interessati, che hanno voluto prendere parte a questa iniziativa fondamentale per il nostro Paese. Saremo chiamati a votare per un referendum decisivo, dove proprio a noi cittadini è data l’ultima parola.
Gli argomenti su cui verterà questa riforma sono:
– Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario.
– Riduzione del numero dei parlamentari.
– Contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni.
– Soppressione dei CNEL.
– Revisione del titolo V della parte II della Costituzione.

Il Ministro ieri a Palazzo Dogana ha affermato che “con questa riforma il procedimento legislativo sarà più veloce ed efficiente, a fronte delle critiche mosse dalle opposizioni che accusano la riforma di essere caotica e di indebolire poteri di garanzia come il Senato, a favore di un rafforzamento dell’esecutivo”, ribadendo che la Camera dei Deputati diventerebbe l’unica assemblea che accorderà la fiducia al Governo.
I senatori non saranno più eletti a suffragio universale ma ci saranno 21 senatori sindaci, in quanto si dovrà eleggere un senatore tra i sindaci dei comuni della regione, gli altri senatori invece saranno eletti dai consigli regionali di cui fanno parte.
Il Ministro ribadisce che il Parlamento comunque sarà il centro del processo legislativo dove però i deputati avranno la parola decisiva.

Un altro tema molto dibattuto è la revisione delle competenze legislative fra Stato e Regioni. Con questo referendum si arriverebbe a stabilire la supremazia delle decisioni statali rispetto a quelle regionali inoltre l’abolizione definitiva delle province.
Di certo questa soluzione porterebbe ad una riduzione della burocrazia e i contenziosi diminuirebbero, sempre che non possano sorgere interpretazioni diverse circa le competenze tra Stato e Regione tanto da far continuare i ricorsi alla Corte Costituzionale e quindi ad allungare ulteriormente i tempi.

I quesiti sono due, i cittadini sono pronti ad affidarsi al Governo tanto da accettare una riforma che cambierà la nostra costituzione o, trovandosi difronte ad una crisi istituzionale, deciderà di votare “NO”?
Quel che è certo è che tutti sono chiamati a votare, in quanto la validità della consultazione non dipenderà da quante persone voteranno ma da quanto espresso da coloro che votano.