Alla scoperta della città romana di Herdonia… abbandonata dalle istituzioni



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L’antica città romana di Herdonia, situata nella periferia di Ordona, è stata ormai abbandonata dalle istituzioni. Infatti, l’ultimo studio attuato sul sito risale al 2000

L’area archeologica di Herdonia vanta più di cinquant’anni di studi e scavi: i primi ad arrivare sul sito furono ricercatori belgi diretti dal professore Joseph Mertens, poi si aggiunsero le Università di Bari e di Foggia, condotti dal professore Giuliano Volpe. Scoperta negli anni sessanta, dopo cinquant’anni di scavi sistematici, la ricerca ha raggiunto e consolidato le linee di conoscenza del sito antico ed è matura, oggi, per essere proposta ad un pubblico più vasto.

herdoniaIl territorio sembra allargarsi di anno in anno, tanto da non riuscire a quantificare gli effettivi ettari che custodiscono, di fatto, l’antico patrimonio. La maggior parte dei terreni è stata espropriata, ma resta ancora ricoperta di terra, erbacce e rifiuti. La zona visibile è di proprietà privata, appartenente alla famiglia Cacciaguerra ma nonostante ciò, non tutti i resti rinvenuti possono essere ritenuti di dominio della famiglia. In effetti, i resti scoperti dai ricercatori sono di proprietà del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, anche se, come lamentano in molti, sono ormai più di dieci anni che il MiBAC non mostra più interesse per l’intera area, lasciando al degrado tutti i preziosi beni scoperti, dalle terme al mercato ittico, fino all’importante via Traiana.

Tale risultato è stato raggiunto attraverso le ricerche del cantiere-scuola messo in atto dalle Università di Bari e Foggia, Leuven (Belgio) e il comune di Ordona, mettendo a disposizione delle università una sede con alloggi, mense, laboratori e facendo del cantiere-scuola uno specifico luogo per la didattica archeologica sul campo affiancata da progetti di ricerca scientifica. Il progetto ha permesso di effettuare sia gli scavi sull’antica città che, su scala estensiva, sull’intero territorio herdoniate: interventi sia conservativi per la valorizzazione dell’intero comprensorio, sia divulgativi con la realizzazione di itinerari e l’apposita comunicazione visiva a tema nella città antica.

A prendersi cura di tutto questo è la signora Ambretta Cacciaguerra che svolge il ruolo di custode, guida e promotore del sito archeologico, allestendo perfino stand alle fiere dedicate all’archeologia: “Il sito, da quando non hanno più rilasciato la concessione di scavo, è abbastanza abbandonato. Viene pulito a spese nostre con la collaborazione di volontari del Movimento Cittadino di Ordona e altri, però si vede che manca la parte dell’archeologo. Spero soprattutto che se si dovesse fare un esproprio ci sia un progetto valido non solo di restauro ma anche di fruizione, che è la cosa più importante”.

Il Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici, Giuliano Volpe, ha parlato in questi termini della situazione del sito archeologico: “Purtroppo le novità si realizzano troppo lentamente da queste parti. Bisogna ancora attendere. Bisogna completare l’acquisizione dell’area e completare la sistemazione del piccolo museo. Al momento si procede lentamente ma speriamo bene”.

Insomma, dovremo ancora aspettare per vedere finalmente risorgere dalle ceneri del tempo l’antica città romana di Herdonia, distrutta da Annibale ma ricostruita dai romani e portata a splendore in età imperiale. Se nemmeno le guerre puniche riuscirono a cancellare dalla storia dell’umanità il sito, possiamo dunque dormire sonni tranquilli?

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