ARPI PROJECT: bilanci e prospettive



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Arpi Project (fondazione Banca del Monte di Foggia)

“Arpi Project”: abitare la città. Bilanci e prospettive di una ricerca in progress

Venerdì 12 febbraio nella sala Rosa del Vento presso Fondazione Banca del Monte di Foggia sono stati presentati i primi risultati della ricerca ancora in corso, chiamata Arpi project, sul centro antico di Arpi, realizzata dall’Università degli Studi di Foggia in collaborazione principalmente con  la Sovrintendenza Archeologica della Puglia, l’università di Salerno, il centro “Jean Bérard” di Napoli.

un momento della manifestazione
Un momento della manifestazione

Dopo i saluti e l’introduzione ai lavori del professor Saverio Russo, presidente della fondazione, Claude Pouzadoux, del centro “Jean Berard”, ha illustrato i lavori di questa ricerca realizzati dal 2014 al 2016. Partendo dalle ricerche della nota archeologa foggiana Marina Mazzei realizzate negli anni novanta in località Montarozzi, che ha portato alla luce una domus dell’ONC 28 e 29, denominata ormai dei leoni e delle pantere, per i mosaici pavimentali ritrovati all’interno, nuove scoperte sono state realizzate grazie all’utilizzo di nuovi software applicati all’archeologia e nuove tecniche di analisi dei ritrovamenti degli scavi effettuati.

In particolare si è mostrato lo sviluppo cronologico di questa domus dal V al II sec, gli utilizzi sociali e pratici, i momenti conviviali evidenziati, ad esempio, da resti che hanno svelato il consumo di carne ovina e caprina e di vino.

Inoltre sono emerse e sono state confermate  le caratteristiche aristocratiche della domus, evidenziate ad esempio dallo stile internazionale degli affreschi di ispirazione greca, dai ritrovamenti di ceramiche di importazione, nonché dagli spazi in cui essa era suddivisa.

Alfonso Santoriello dell’Università degli Studi di Salerno nel suo intervento ha evidenziato l’importanza del carattere interdisciplinare di questa ricerca e l’importanza della globalità degli strumenti, degli approcci e dell’analisi dei dati in questo tipo di ricerche  per realizzare studi, interpretazioni e ricerche di maggiore efficacia.

Una collaborazione che in Puglia ha portato, ad esempio, alla creazione del piano paesaggistico della Regione, tra i primi per qualità e precisione in Italia. Una connessione tra discipline ed enti diversi che interagiscono per effettuare rilevamenti e ricerche sempre più puntuali. Una collaborazione messa a rischio, in Puglia in generale, dalla prospettiva di riforma delle Sovrintendenze, come ha sottolineato Italo Maria Muntoni della Soprintendenza Archeologia della Puglia-Centro Operativo per l’Archeologia della Daunia. Una riforma che metterebbe a rischio l’unitarietà degli obbiettivi tra ricerca, valorizzazione e tutela dei beni culturali atteggiamento auspicato e sognato dalla compianta dott.ssa Marina Mazzei.

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