Ataf, quegli appalti che coinvolgono anche il suocero del sindaco

0
ataf

Tra gli indagati nell’inchiesta sugli appalti dell’Ataf c’è anche Massimino Di Donna, suocero del sindaco Landella e padre della dirigente forzista Michaela, ma l’avvocato Curtotti tranquillizza: “Sono solo accertamenti”

La procura di Foggia – come riporta Repubblica – ha aperto un’inchiesta riguardante gli appalti dell’Ataf, la società foggiana che si occupa del trasporto pubblico. Nove in tutto gli indagati: Massimino Di Donna, padre di Michaela Di Donna (candidata con Forza Italia alle politiche nel collegio di Foggia) e suocero del sindaco di Foggia Franco Landella (entrambi, però, non risultano indagati); Massimo Dicecca, ex direttore generale di Ataf; Raffaele Ferrantino, presidente del consiglio di amministrazione di Ataf; Giovanni Longobardo, titolare della società Gl Brokers; Michele Di Maio, titolare di una società che vende autobus; Leonardo Ciuffreda, funzionario Ataf; Massimo Rendinella, amministratore della Mrc Consulting; Marco Damiano e Sergio Giannini, titolare della società Geosolar Costruzioni (e del noto ristorante “I tre archi”, ritenuto luogo di incontro degli indagati).

Secondo gli inquirenti, i nove avrebbero «gestito illegalmente le procedure di gara anche tramite contatti telefonici e, in particolare, mediante scambi di messaggi di testo o messaggi whatsapp, nonché mediante comunicazione via email». In particolare, l’accusa sostiene che questo gruppo, “avvalendosi di mezzi fraudolenti, avrebbe gestito l’acquisto di autobus, polizze assicurative e noleggio degli spazi pubblicitari sui mezzi“. Secondo la Procura, il dominus del gruppo sarebbe Massimino Di Donna, che sarebbe riuscito ad ” influire sulle procedura di gara”. Su disposizione del pm Enrico Infante, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, la polizia ha perquisito le abitazioni dei nove indagati per turbativa d’asta.

L’avvocato Curtotti

Questa la replica dell’avvocato Michele Curtotti, legale di Di Donna, Giannini e Damiano:” L’unico atto, allo stato, notificato agli indagati, è un provvedimento di perquisizione finalizzato alla ricerca di elementi di prova. È chiaro, quindi, che si tratta di doverosi accertamenti d’indagine, disposti dalla Procura della Repubblica di Foggia con apprezzabile e prudente scrupolo investigativo. Far diventare tale attività, peraltro coperta da segreto, una “notizia da prima pagina” – strumentalizzando per fini evidentemente politici una notizia di cronaca giudiziaria – è un malvezzo a cui non è possibile abituarsi. È appena il caso di ricordare che, allo stato, non vi è una imputazione cristallizzata, bensì soltanto una ipotesi investigativa che meriterebbe maggior rispetto da parte di quanti sono chiamati al doveroso ma delicato compito di informare l’opinione pubblica“.