Bernini a Lucera, lo studio di Mario Panarello in un articolo di ” Esperide”

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L’attribuzione berniniana del monumento funebre presente nella cattedrale di Lucera, descritta in un articolo della rivista “Esperide”

L’accostamento dell’opera della Vergine delle Grazie presente nella Cattedrale di Lucera all’altisonante nome di Pietro Bernini è stato ufficializzato Sabato con il convegno tenuto al Circolo Unione nell’ambito degli incontri di “Lucera barocca Itinerari artistici in Cpitanata” organizzati dal Club Unesco Federico II, tuttavia il professor Mario Panarello, docente all’Università della Calabria, si era già espresso a riguardo, con un articolo apparso sulla rivista Esperide, nel numero 7/8 del Dicembre 2011, di cui è direttore responsabile.

Bernini a Lucera, lo studio di Mario Panarello in un articolo di " Esperide"
Bernini a Lucera, lo studio di Mario Panarello in un articolo di ” Esperide”

Lo studioso, autore dell’attribuzione berniniana, propone nell’articolo sopracitato un’interessante expertise nella quale fa emergere, illustrando le sue opinioni sull’argomento.

L’articolo presenta l’accurata descrizione del monumento funebre da parte di Panarello, tratteggiando gli stilemi e i virtuosismi dell’opera berniniana, con confronti con altre opere al fine di provare tangenze e prossimità stilistiche.

Lo stile contenuto ed armonioso del monumento funebre lucerino contenente la Vergine delle Grazie e  le erme dei nobiluomini Giulio e Ascanio Mozzagrugno committenti del complesso architettonico è simile, secondo il professor Panarello, ad altre opere eseguite dal maestro fiorentino a Roma e in Calabria, ed in particolar modo al monumentale bassorilievo dell’Assunta nella cappella del battistero in Santa Maria Maggiore a Roma successivo al lavoro di Lucera.

Tale vicinanza tra le due opere è presentata dal professore e critico d’arte al fine di confermare l’attribuzione berniniana all’opera lucerina, ma anche per porre una continuità con l’arte meridionale, napoletana e calabrese, soprattutto, e con il “cantiere romano”, vera e propria fucina delle arti nel particolare periodo dei fasti papali.

Il Panarello nel confrontare la Vergine della cattedrale lucerina con il bassorilievo romano parla di una vicinanza tra la scultura e la pittura di quegli anni, prossimità data dalla morbidezza dei tratti che si avvicinano agli incarnati dei volti dipinti, dal gioco armonioso dei gesti che gareggiano quanto a bellezza e ad armonia con la pittura soffusa e dolce di matrice leonardesca.

L’opera di Pietro Bernini, secondo Panarello, è debitrice del suo sostrato pittorico, e a dimostrazione di ciò, il professore fa seguire un elenco di significative pitture; seguono così i nomi di Dirk Hendricksz, del Perugino, del Verrocchio, questi ultimi citati per l’influenza pittorica napoletana e la morbidezza composta di quella fiorentina sulla composizione lucerina di Bernini. Opere notevoli come la pala d’altare della Madonna delle Grazie dei cappuccini ad Avellino e del disegno conservato al British museum di Londra della Madonna delle Grazie con i santi Marco e Andrea vengono menzionate dal professore per spiegare la mirabile suggestione che esse hanno avuto sullo stile del maestro.

L’iconografia berniniana, dunque, presenta delle affinità con quella pittorica di matrice fiorentina e napoletana a testimonianza della vivacità artistica del meridione italiano  e del suo centro, Napoli, tale prossimità dello scultore allo stile del pennello è data anche dal suo essersi cimentato nella pittura, stando a quanto riportano le fonti.

Insomma uno studio quello del professor Panarello,“a tutto tondo” nella complessa e affascinante arte di Pietro Bernini, con dimostrazioni e parallelismi documentati con altri lavori del maestro, al fine di dimostrare la giustezza della sua attribuzione al grande fiorentino della Vergine con il bambino di Lucera.