Cagnano Varano, l’idroscalo creato per la guerra e poi abbandonato

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Cagnano Varano, l’idroscalo creato per la guerra e poi abbandonato
Cagnano Varano, l’idroscalo creato per la guerra e poi abbandonato

L’idroscalo Ivo Monti: splendente durante la prima guerra mondiale, ora rudere

L’ultima volta ci siamo occupati del Lago di Lesina e del mondo romano. Oggi parliamo ancora di un lago, ma quello di Varano e della frequentazione umana non per scopi commerciali, ma per scopi bellici: la grande guerra.

Cagnano Varano, l’idroscalo creato per la guerra e poi abbandonato
Cagnano Varano, l’idroscalo creato per la guerra e poi abbandonato

L’area, detta di San Nicola, dal 1915 venne interessata da un’intensa attività costruttiva.

A causa del primo conflitto mondiale il capo dello Stato Maggiore della marina italiana, Thaon di Revel, scelse la zona per edificare un idroscalo dove addestrare i piloti e recuperare, e riparare, gli idroplani e i mezzi leggeri d’attacco.

Il punto scelto era strategico sia per la protezione dal nemico, che per la vicinanaza ad uno dei territori controlloti dagli Austro-Ungarici: le isole Curzulane (appartenenti ora alla Croazia).

L’idroscalo, nonostante le difficoltà iniziali dovute alle zanzare portatrici di malaria, divenne ben presto un animato presidio militare comprensivo di centro di addestramento per piloti, recupero e  riparazione di idroplani e di mezzi leggeri di attacco.

L’inaugurazione si svolse nel 1916 ma il nome venne assegnato il 6 giugno 1918, in onore del pilota Ivo Monti, morto durante un volo di ricognizione.

I militari, seppur in guerra, poterono usufruire di un luogo ameno popolato di villette ad un piano edificate in “stile coloniale” e allietare le ore lontane dalla guerra con le note di un pianoforte voluto dal comandante in carica.

Nel 1920 venne edificata anche una chiesa, Santa Barbara, anch’essa ora diroccata e avviluppata dalla vegetazione oltre che danneggiata dai vandali che l’hanno imbrattata e depredata delle antiche ricchezze.

Con la fine del primo conflitto mondiale, e l’inizio del secondo, gli idrovolanti andarono sempre più in disuso, portando la “cittadella” ad essere gradualmente abbandonata fino a diventare il rudere che ora vediamo e che ha mosso, nel 2016, anche l’inviato di Striscia la Notizia Pinuccio a documentare il degrado.