“Opera in Puglia”, La Cenerentola di Rossini conquista il pubblico del Giordano



0
Gli artisti (foto di Francesca D'Ambrosio)

Ben 10 minuti di applausi hanno sancito il successo di questo allestimento della Cenerentola di Gioachino Rossini

150 anni fa, nel sobborgo parigino di Passy, moriva Gioachino Rossini. Vista l’importante ricorrenza (per celebrare il cigno di Pesaro è stato pubblicato, tra l’altro, persino un romanzo storico sull’uomo Rossini – L’ultimo spartito di Rossini di Simona Baldelli, Piemme – che sa tanto di saggio in molte parti), giovedì 17 maggio, al Teatro Giordano di Foggia, è andata in scena La Cenerentola, allestita nell’ambito della stagione lirica 2018 di “Opera in Puglia”, organizzata dalla Cooperativa OLES (Orchestra Sinfonica di Lecce e del Salento) e finanziata dalla Regione Puglia (con la collaborazione del Teatro Pubblico Pugliese).

I solisti mentre interpretano il sestetto “Questo è un nodo avviluppato” (Foto di Francesca D’Ambrosio)

La Cenerentola rossiniana, composta a soli 25 anni nel 1817 (in soli 24 giorni – non stupitevi, Rossini sapeva coniugare genialità e pigrizia, infatti nell’opera compaiono diversi richiami alle sue opere precedenti), non può non essere considerata un capolavoro (l’avevano capito anche gli impresari della Scala, che in periodi difficili si affidavano a questo dramma giocoso per risollevare le finanze disastrate). Briosa ed energica, l’opera del “moderno Prometeo dell’armonia” – così Jacopo Ferretti, librettista de La Cenerentola, definisce il compositore pesarese – non prevede carrozze a forma di zucche, topolini e fate (in verità la protagonista, che non si chiama Cenerentola ma Angelina, non perde neanche la scarpetta durante il ballo nel palazzo del principe): siamo di fronte al realismo della commedia borghese.

L’opera è stata eseguita dall’Orchestra Sinfonica di Lecce e del Salento, diretta abilmente dal M° Salvatore Percacciolo. Marina De Liso nelle vesti della povera Cenerentola/Angelina è risultata particolarmente convincente. La sua esecuzione del celebre rondò finale Non più mesta accanto al fuoco (celebre soprattutto ai tempi di Rossini tanto che Paganini e Chopin hanno scritto delle variazioni sul tema) è stata particolarmente apprezzata. Un tripudio di applausi per lei (meritatissimi). Poco brillante Christian Collia nei panni di Don Ramiro (il principe), vittima di un ruolo poco adatto alla sua tessitura vocale. Ma il pubblico del Giordano ha il vizio del perdono e della clemenza: tanti applausi anche per lui. Strepitosa interpretazione di Don Magnifico, papà di Cenerentola, da parte di Giuseppe Esposito. Altrettanto notevole Michele Govi (Dandini, servo del principe). Degni di nota anche Roberto Lorenzi (Alidoro) e le due sorellastre di Cenerentola, Francesca Longari e Isabel De Paoli, assolutamente impeccabili. Ottimo lavoro anche per il coro “Opera in Puglia”, diretto dal M° Emanuela Aymone.

Ben 10 minuti di applausi hanno sancito il successo di questo allestimento della Cenerentola di Gioachino Rossini, firmato dal regista Paolo Panizza. Non ci resta che aspettare ottobre, quando la Fedora di Giordano tornerà finalmente a Foggia.

Leggi anche