Condannato a morte. L’inchiesta



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Gianmarco Saurino si è esibito al Teatro dei Limoni con una performance soldout

Condannato a morte. L’inchiesta” è un’esperienza di vita, più che uno spettacolo in senso stretto.
Tratto da “L’ultimo giorno di un condannato a morte”, pubblicato da Victor Hugo nel 1829, l’adattamento di Davide Sacco, anche regista, si assume l’arduo compito di rappresentare un tema ancora attuale in molti paesi del mondo, la pena capitale. In una sorta di arena/aula di tribunale, l’attore Gianmarco Saurino, che da solo interpreta più ruoli coinvolgendo il pubblico e trasmettendogli forti emozioni, è in gabbia e scalpita per esprimere le sue ragioni contro quella di Stato e il senso comune di ‘giustizia’.

E’ a dir poco sconvolgente come nel 2018 sia ancora presente la pena di morte in molti paesi del mondo. In America il 4% dei condannati è lì per una sentenza errata e le carceri italiane contengono 6000 carcerati in più dei posti disponibili.

Questo spettacolo,come anche il libro stesso da cui è tratto, fa rammentare le agonie di un prigioniero, torturato dal solo pensiero di attendere per sei settimane la morte. Si legge sul volto dell’attore l’angoscia, la paura e l’impotenza del condannato stesso, il quale riporta alla mente gli episodi più toccanti della propria vita, tra questi quello di aver baciato per la prima volta quella “ragazza spagnola, con la pelle scura, gli occhi grandi, le guance rosee, le labbra rosse ed i capelli neri”, che poi diventerà sua moglie. Ma la cosa più raccapricciante è che questi ha una bambina, una splendida bambina di tre anni che però nel momento in cui lo va a trovare per l’ultima volta non si ricorda di lui. E’ convinta che il suo papà sia morto perché tutte le sere prega per lui sulle ginocchia della mamma. L’ultimo addio che riceve quest’uomo è quello della donna più importante della sua vita la quale non sa nemmeno chi è, se non un “signore”.

 

Gianmarco Saurino in scena

 

Gianmarco Saurino ha frequentato il suo primo laboratorio teatrale al Teatro dei Limoni, poi si è diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, ha cominciato a lavorare in teatro e in tv in diverse fiction Rai, tra le quali “Che Dio ci aiuti“, “Studio Uno“, “Non dirlo al mio capo“.
A distanza di 6 anni, torna a calcare il palco del Teatro dei Limoni con il suo primo monologo “Condannato a morte. L’inchiesta”, in scena nei giorni 26/27/28 Gennaio.

Prima dello spettacolo abbiamo anche avuto modo di intervistarlo

Pubblicato da Miriam Massaro su Sabato 27 gennaio 2018

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