‘Coppia aperta, quasi spalancata’ in scena a San Marco



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‘Coppia aperta, quasi spalancata’ di Dario Fo e Franca Rame, ha compiuto più di trent’anni, ma rimane un testo sempre molto attuale, per le coppie di eri e di oggi

La Compagnia “La Bottega dell’Attore” presenta al teatro “P. Giannone” di San Marco in Lamis (Fg), il prossimo mercoledì 23 marzo alle ore 21, uno dei pezzi più celebri di Dario Fo e Franca Rame, dal titolo ‘Coppia aperta, quasi spalancata’. Nella trasposizione della compagnia, gli interpreti sono Maurizia Pavarini e Roberto Vicario, per la regia di Pino Bruno.

Il testo, scritto nel 1983, narra le vicende grottesche di un uomo e una donna che stanno vedendo naufragare il proprio matrimonio, e per tentare il tutto per tutto, decidono di provare la via della ‘coppia aperta’ per cercare di risolvere la crisi del rapporto. In realtà, l’idea è soltanto un alibi del marito Don Giovanni per giustificare le sue infedeltà e la sua immaturità di uomo incapace di salvare davvero la sua unione, mentre la moglie tenta maldestramente di attirare la sua attenzione cercando di suicidarsi.

Il principio di reciproca libertà sessuale alla base della coppia aperta, sta in piedi solo finchè è lui a godere dei vantaggi, ma l’equilibrio viene a mancare nel momento in cui anche lei vive la sua vita conoscendo altre persone, come un affascinante docente universitario con la passione per la musica. Quando lui sente il terreno mancargli sotto ai piedi, va in crisi e minaccia di uccidersi, salvo poi tornare quello di prima non appena lei confessa di aver inventato tutto.coppia aperta

Insomma, sono passati più di tre decenni, ma niente sembra essere cambiato nei rapporti di oggi: sulla carta esiste una parità uomo-donna che poi nella realtà e nei legami personali fatica a decollare. Il messaggio del testo è più che mai ironico, ma attuale, anche se scritto in un periodo in cui il nostro Paese grazie ai movimenti di contestazione, soprattutto quello femminista, cominciava a liberarsi dai condizionamenti della cultura clericale e fascista, con l’approvazione della legge sul divorzio e l’aborto, o l’annullamento del vergognoso delitto d’onore.

Proporre al pubblico questo spettacolo oggi, vuol dire ricordare Franca Rame, rendere omaggio al suo talento e all’eredità che ci ha lasciato con le sue scelte coraggiose. Un testo che si mescola al grottesco della commedia, tra dialoghi serrati, situazioni paradossali e colpi di scena in equilibrio tra la comicità e la vena tragica. La parola colpisce in pieno l’arretratezza emotiva e affettiva di un certo tipo di uomo, e al contempo esalta la sensibilità e l’intelligenza di donne come Antonia, la protagonista, paladina delle mogli bistrattate, che pronuncia frasi tipo: “Tutte ’ste storie di letto, letto, sempre letto! Con tutti i mobili che ci sono per casa…”.

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