”Così fan tutte” e l’incanto di Mozart

0
Da sinistra: Rocco Cavalluzzi, Francesco Castoro, Bianca D'Errico, Monica Paciolla, Massimiliano Guerrieri e Ilaria Bellomo

Così fan tutte, una produzione del Conservatorio foggiano, ha ottenuto un grandissimo successo

Per una città affamata di cultura, l’allestimento di un melodramma costituisce un momento imperdibile (soprattutto se è ad ingresso gratuito). E così è stato per Così fan tutte, il terzo ed ultimo melodramma mozartiano su libretto italiano di Lorenzo Da Ponte, intellettuale girovago e libertino (nonché amico di Casanova) che morì in America dopo aver insegnato lingua e letteratura italiana alla Columbia University di New York.

Così fan tutte, prodotto dal Conservatorio foggiano, è andato in scena venerdì 1 luglio in un affollatissimo Teatro Comunale “Umberto Giordano” di Foggia. L’opera buffa di Mozart, incentrata sulla prova di fedeltà alla quale vengono sottoposte le fanciulle Fiordiligi e Dorabella dai loro fidanzati Guglielmo e Ferrando, è stata rappresentata nell’ambito di Foggia Estate e della XX edizione di Musica nelle corti di Capitanata.

Monica Paciolla e Rocco Cavalluzzi
Monica Paciolla e Rocco Cavalluzzi

La fossa d’orchestra, o golfo mistico (d’ascendenza wagneriana), ha ospitato la sempre valida Orchestra Sinfonica del Conservatorio, che per l’occasione è stata diretta da Mimma Campanale (I atto) e da Pasquale Somma (II atto). I due giovani direttori hanno offerto un’interessante e convincente lettura dell’opera di Mozart: l’interpretazione della Campanale è risultata più meditata, mentre quella di Somma più energica. Sul palco, invece, c’erano Gaetana Frasca e Monica Paciolla (entrambe nel ruolo di Fiordiligi), Bianca D’Errico (Dorabella), Massimiliano Guerrieri (Guglielmo), Francesco Castoro (Ferrando), Ilaria Bellomo (Despina) e Rocco Cavalluzzi (Don Alfonso).

Da sinistra: Bianca D'Errico, Ilaria Bellomo, Gaetana Frasca e Francesco Castoro
Da sinistra: Bianca D’Errico, Ilaria Bellomo, Gaetana Frasca e Francesco Castoro

Quasi tutte le arie, i duetti, i terzetti e i quintetti hanno ricevuto un’accoglienza trionfale da parte del pubblico, che ha apprezzato la scrittura delicata ed enigmatica del salisburghese, ma anche la grande bravura degli interpreti – canora e scenica, come nel caso di Ilaria Bellomo che, travestita da notaio, ha fatto firmare un finto contratto nuziale dando vita a momenti di sincera comicità.

Da sinistra: Bianca D'Errico e Massimiliano Guerrieri
Da sinistra: Bianca D’Errico e Massimiliano Guerrieri

I cantanti, anche quest’anno, hanno indossato gli splendidi costumi della sartoria Shangrillà – sgargianti, luminosi, vivi – i quali hanno contribuito a ricreare quell’atmosfera un po’ lontana, ma non molto diversa dalla nostra epoca, seppure con i dovuti cambiamenti politici e storici. Le scene di Nicola Delli Carri, nella loro raffinata semplicità, hanno conferito un ulteriore tocco di eleganza.

Al termine della rappresentazione, durata ben tre ore e mezza, il pubblico ha tributato applausi scroscianti ai cantanti, al coro, ai due direttori, agli orchestrali e alla regista Patrizia Di Martino, figlia del compositore Aladino Di Martino (1908-1989), che fu direttore del Conservatorio di Foggia e insegnante di Riccardo Muti.

Non ci resta che aspettare il prossimo anno, con la speranza che il Don Giovanni mozartiano possa essere allestito nella splendida cornice del “Giordano”.

Tutte le foto sono di Samuele Romano