Daniela Dessì e l’amore per Umberto Giordano



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Daniela Dessì

Il 28 agosto 1867 nasceva Umberto Giordano. Noi, oggi, abbiamo voluto ricordarlo insieme ad una grandissima artista scomparsa prematuramente, Daniela Dessì, nonché più grande interprete delle sue opere

Daniela Dessì, come tutti sanno, non c’è più: un tumore fulminante l’ha portata via, sabato 20 agosto, a soli 59 anni. Era l’ultimo grande soprano italiano. Anzi, il più grande soprano italiano degli ultimi vent’anni. Lo confermano le sue straordinarie interpretazioni al fianco di grandissimi cantanti come Luciano Pavarotti, Samuel Ramey, Ruggero Raimondi, Leo Nucci, Mariella Devia, Montserrat Caballé e Placido Domingo.

Il soprano Daniela Dessì (1957-2016)
Il soprano Daniela Dessì (1957-2016)

Non meno prestigiose le bacchette che l’hanno diretta nei teatri più importanti (dalla Scala di Milano al Metropolitan di New York): Riccardo Muti, Claudio Abbado, Lorin Maazel, Georges Pretre, Nikolaus Harnoncourt, Riccardo Chailly, Carlos Kleiber, Zubin Mehta, James Levine, Daniele Gatti, Giuseppe Sinopoli. Per non parlare, poi, dei registi che hanno lavorato con lei: Eduardo De Filippo, Giorgio Strehler, Franco Zeffirelli, Ettore Scola e Luca Ronconi. Non dimentichiamo Herbert von Karajan, il più grande direttore d’orchestra del Novecento, che la chiamò a Berlino per un’audizione. Lei, emozionatissima, volò da lui: nel 1980 aveva vinto il prestigioso concorso indetto dalla RAI, che le aprì le porte del successo.

Casta diva – soltanto nel 2008, a Bologna, aveva debuttato in Norma e anche qui ottenne un autentico trionfo –  la Dessì amava vivere lontano dai riflettori, sostenendo che “bisogna pensare a diventare bravi e non famosi”. Sempre umile e modesta, i fan e gli appassionati della lirica piangono la scomparsa di una grandissima cantante, amata e apprezzata in tutto il mondo. Il suo compagno, il tenore Fabio Armiliato, con il quale si è esibita innumerevoli volte, ha costituito una Fondazione in sua memoria, per la lotta ai tumori (per contribuire basta inviare una mail a fondazioneprevenzione@danieladessi.com).

Di Daniela Dessì, qui, non parleremo delle sue strepitose interpretazioni nelle opere di Verdi  (il suo Rigoletto, con la direzione di Riccardo Muti, costituisce una delle più belle incisioni del dramma verdiano) o di Puccini (superba la sua Bohème, a Torre del Lago, con la regia di Scola), o in quelle di Mozart (indimenticabile la sua Fiordiligi in Così fan tutte, alla Scala, sempre con Muti) e di Rossini, ma della sua predilezione per Umberto Giordano, del quale era la più grande interprete vivente.

Daniela Dessì interpreta Maddalena di Coigny al Teatro Real di Madrid
Daniela Dessì interpreta Maddalena di Coigny al Teatro Real di Madrid

Nel 1996, all’Opernhaus di Zurigo, Daniela Dessì interpretò per la prima volta Maddalena di Coigny, la contessina amata dal poeta francese Andrea Chénier, la cui triste storia – finì ghigliottinato durante il Regime del Terrore perché monarchico – venne messa in musica da Umberto Giordano nell’omonimo capolavoro. Indiscussa interprete di riferimento del repertorio pucciniano e verista, la Dessì ha legato indissolubilmente il suo nome alla giovane aristocratica francese, interpretata spesso in coppia con Fabio Armiliato, che la critica ha incoronato “miglior Chénier dei nostri giorni”.

La Dessì ha interpretato Maddalena di Coigny in numerosissimi teatri: la ricordiamo all’Opera di Nizza (2000), al Teatro Regio di Torino (2003), alla Fenice di Venezia (2003), al Teatro Massimo di Palermo (2005), al Gran Teatre del Liceu di Barcellona (2007) e al Teatro Real di Madrid (2010). La penultima opera in cui ha preso parte, il 23, 25 e 27 febbraio 2016, è stata proprio l’Andrea Chénier di Giordano, rappresentata al Teatro Pérez Galdós di Las Palmas di Gran Canaria, con cui è stata inaugurata la stagione lirica de Los Amigos Canarios de la Opera.

Il tenore Fabio Armiliato e il soprano Daniela Dessì
Il tenore Fabio Armiliato e il soprano Daniela Dessì

All’Andrea Chénier è legato un importante momento della sua vita, come raccontò in un’intervista uscita su Grazia: “Io e l’opera Andrea Chénier siamo legate da un ricordo bellissimo! Fu proprio durante una produzione dell’Andrea Chénier, a Baveno, nel 2000, in occasione della consegna del premio Giordano, che iniziò la mia oramai decennale storia d’amore con il tenore Fabio Armiliato. Sulle rive del lago Maggiore al chiar di luna! Dopo quella volta continuiamo a interpretare l’opera nei più importanti teatri del mondo e l’abbiamo eletta come la “nostra opera”: è il tema musicale del nostro amore”.

La Dessì, però, aveva in repertorio anche altri due grandi titoli giordaniani: Fedora (Roma, Teatro dell’Opera, 1999; Genova, Teatro Carlo Felice, 2015) e La cena delle beffe (Zurigo, Opernhaus, 1996; Zurigo, Opernhaus, 1999; Bologna, Teatro Comunale, 1999;). Trionfò, ovviamente, anche in queste due opere di Giordano. Tra le sue tante incisioni discografiche spiccano l’Andrea Chénier, con Fabio Armiliato e l’Orchestra Sinfonica di Milano, e un cd, Love duets, dedicato ai grandi duetti d’amore tratti da alcuni melodrammi italiani: in questo cd compaiono il meraviglioso duetto dalla Cena delle beffe (https://www.youtube.com/watch?v=YeFnYctfaUI) e il duetto finale dall’Andrea Chénier (https://www.youtube.com/watch?v=IldVc9ddPzo), entrambi eseguiti con Fabio Armiliato.

Prima di salutarvi sulle note della Mamma morta, celeberrima romanza tratta dall’Andrea Chénier – nella versione di Daniela Dessì, ovviamente (https://www.youtube.com/watch?v=k1R1bGrqqt8), auspichiamo che il Comune di Foggia, tra 10 anni, possa intitolare una strada al Soprano, considerando anche l’importanza che la musica di Giordano ha rivestito nella sua vita.

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