De Filippo in stile Gomorra: Il sindaco del rione Sanità trionfa al Giordano

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Francesco Di Leva e altri attori

Il sindaco del rione Sanità di Eduardo De Filippo, con la regia di Mario Martone, fa il botto e raggiunge un successo strepitoso. È tra gli spettacoli più applauditi degli ultimi anni

Una pièce adatta a tutti. Soprattutto ai più giovani (del tutto assenti). È questa la cifra distintiva del Sindaco del rione Sanità, celebre dramma di Eduardo De Filippo, portato in scena al Teatro Giordano di Foggia, l’11 aprile, dagli attori del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, dell’Elledieffe (la compagnia di Luca De Filippo) e del NEST (Napoli Est Teatro), diretti da Mario Martone, alle prese per la prima volta con un’opera del grande drammaturgo napoletano.

Chi ha assistito alla rappresentazione non s’aspettava di imbattersi in qualcosa di simile a Gomorra (eppure De Filippo ha ambientato l’opera negli anni’50): delinquentelli e camorristi in jeans e giubbotti di pelle che non hanno esitato a sparare in scena (colpi finti, ovviamente, ma in grado di suscitare preoccupazione tra gli spettatori), rapper energici (Ralph P ha scritto anche le musiche dello spettacolo), donne provocanti (ma caritatevoli) e boss spietati (che fanno della violenza il loro metodo “educativo”). Anche la scenografia si è adeguata ai nostri tempi: un villino appena abbozzato, spartano, sorvegliato da due giganteschi cani di porcellana (funzionali alla trama), divani in pelle, tendaggi pacchiani.

Certo, il dramma della legge negata dallo Stato e del boss che risolve le questioni autonomamente (una sorta di Re Sole mafioso – il protagonista avrebbe potuto tranquillamente affermare: “L’etat, c’est moi!”) ci ricorda che le cose non andavano diversamente neanche 60 anni fa, in quell’Italia che muoveva i primi passi nella Repubblica.

Nel cast non poteva non spiccare Francesco di Leva, straordinario nei panni del terribile Don Antonio Barracano (il primo interprete del protagonista della pièce fu lo stesso De Filippo). Al limite della perfezione. L’attore campano ha raccolto un consenso enorme tra il numeroso pubblico, che al termine dello spettacolo ha applaudito tutto il cast per circa 10 minuti. Il dialetto napoletano è stato compreso ed è piaciuto. Gli applausi scroscianti ed euforici hanno dimostrato anche questo.