Family gay?



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In occasione del Family day di oggi, un approfondimento sulla mobilitazione della scorsa settimana #svegliatitalia. Testimonianze e interventi

In occasione del Family Day, a distanza di una settimana da #svegliatitalia, approfondiamo sulla mobilitazione che si è svolta in Corso Vittorio Emanuele  a Foggia il 23 gennaio.

Come altre città italiane, anche la città di Foggia si è resa teatro di un “comizio d’amore” come lo ha definito Salvatore D’Alessio, di Arcigay che sottolinea la caratteristica della protesta perchè “si scende in piazza non contro i diritti, ma per i diritti. E’ una piazza che ama, contraria alle ideologie che odiano”.

Salvatore ha riportato anche la testimonianza di Lilly, racconto di una sofferenza dopo una vita d’amore: <<Lilly ha convissuto con la sua compagna per 23 anni. Sognavano di vivere serenamente in un paese che ricoscesse loro i diritti. Qualche anno, durante un controllo di routine, per una complicazione, la sua compagna è venuta a mancare. Ma Lilly non esisteva per lo stato, Lilly non aveva quei diritti che le sarebbero stati riconosciuti se solo fosse stata maschio. >>

Così Maria Rosaria Di Spirito, di Agedo, sostiene che “se gli omosessuali hanno gli stessi doveri. Perché non possono godere anche degli stessi diritti?”

Ad appoggiare l’iniziativa e a partecipare, anche i radicali foggiani con l’Associazione Mariateresa di Lascia. Il segretario Norberto Guerriero afferma la necessità che il Parlamento approvi il Ddl Cirinnà sulle unioni civili che non può essere ritenuto un traguardo ma un nuovo punto di partenza. <<L’obiettivo – ci spiega- è la piena uguaglianza dei diritti e quindi la piena realizzazione del matrimonio egualitario tra persone dello stesso sesso; una revisione complessiva del diritto di famiglia visto che la riforma è del 1975 e risente del peso degli anni; rafforzamento del meccanismo della stepchild adoption>>.

Ma alla manifestazione, i veri protagonisti erano i partecipanti, coloro che sono scesi in piazza a manifestare per il riconoscimento di diritti, siano essi omosessuali o eterosessuali. La parola principale era ed è UGUAGLIANZA.

Allora, abbiamo raccolto una ulteriore testimonianza, di una ragazza che si racconta e di cui riportiamo le parole:<<Credo che non sia giusto manifestare per un mio diritto, ma se questo diritto non mi viene riconosciuto, è bene che io manifesti.
Ricordo che il 17 Maggio del 1990 l’OMS ha deciso di depennare l’omosessualità dalle malattie mentali, quindi l’unica “malattia” che riconosco è la discriminazione.
Si vocifera che un bambino che cresce in una famiglia omosessuale abbia il 90% di probabilità di essere gay ma mi sono documentata e non ho trovato alcun esperimento a sostegno di questa tesi. Quindi come me lo spiegate la
Presenza di omosessuali in famiglie fortemente eterosessuali?
Secondo me, Bisogna dare l’opportunità non solo ad una famiglia “arcobaleno”, ma anche alle madri single e ai padri single di adottare un bambino. La famiglia “tradizionale” come dite voi, non è la famiglia composta da uomo e donna, ma è la famiglia dove c’è amore. Il figlio non è di chi lo mette al mondo ma di chi se ne prende cura. E tutti indistintamente devono avere l’opportunità di donare amore.
E basta con questa ipocrisia, siamo un paese libero e democratico, questo sulla carta, ma nella realtà siamo ancora imprigionati in vecchi clichè. >>
Si percepisce, non soltanto dalle parole di Maria, voglia di combattere, voglia di uguaglianza, voglia di superare retaggi che tolgono il diritto di Amare. <<Non è più il momento di restare fermi ad aspettare. Basta!>>.

Alle 18.30 poi un flash mob in cui tutte le sveglie hanno cominciato a suonare per indicare simbolicamente una Italia che si deve svegliare e garantire quello che la Costituzione contempla all’art. 3: <<Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.>>

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