Flavio Aquilone: la “voce” che si racconta a Foggia.Zon!



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Flavio Aquilone

La voce di Zac Efron, Draco Malfoy e Percy Jackson risponde a domande sul suo mestiere. Ricordando il passato, celebrando il presente e pensando al futuro, tra il ruolo di doppiatore e quello di attore, riesce a raccontarsi Flavio Aquilone con umiltà e ironia

La sua voce ha donato rispettabilità e fascino a numerosi personaggi del cinema hollywoodiano per adolescenti e continua a trasmettere emozioni. Una delle voci più riconoscibili e particolari del mondo dei doppiatori italiani. Qualunque ragazzo/a sia stato appassionato a una saga monumentale come “Harry Potter” o abbia danzato sulle note di “High School Musicalè affezionato alla sua voce, anche se ancora non lo sa! Flavio Aquilone, giovane doppiatore italiano, ha “prestato” la voce ad attori iconici come Tom Felton (Harry Potter), Zac Efron (High School Musical), Dane DeHaan (Giovani Ribelli- Kill your darlings), William Moseley (Le cronache di Narnia), Liam Hemsworth (Hunger Games), Logan Lerman (Percy Jackson), Cory Monteith (Glee). Foggia.Zon lo ha conosciuto e lui ha accettato di raccontarsi, prestando anche a noi un po’ della sua voce!

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Flavio Aquilone

Quando e come hai iniziato a doppiare?

Ho mosso i primi passi in questo ambiente per caso da bambino, avevo 4 anni. Ricordo che è stata un’esperienza molto emozionante. Ho sempre dimostrato un particolare interesse per la recitazione, anche se ovviamente all’inizio era solo un bellissimo gioco. Ho capito con il tempo che mi sarebbe piaciuto far diventare quell’esperienza il mio mestiere”.

In base a quale principio ad un doppiatore viene assegnato il proprio personaggio?

“Ci sono vari criteri per stabilire quale voce distribuire su un personaggio. Generalmente l’età anagrafica e la pasta vocale del doppiatore contribuiscono. Quando la scelta viene dall’estero, si tende a preferire attori con un timbro molto simile all’originale. Ad ogni modo è il direttore di doppiaggio che distribuisce le voci sui personaggi di un film”.

Qual è stato il tuo percorso formativo?

“Avendo iniziato da bambino, sono cresciuto in sala e l’esperienza mi ha insegnato molto. Ho avuto l’onore di lavorare con grandi attori e direttori del doppiaggio italiano che hanno contribuito alla mia crescita professionale. Parallelamente alla mia attività, ho continuato gli studi, e ho ampliato la mia esperienza sul palco (quando ero piccolo) e recentemente sul set”.

Quanto il doppiaggio può dare e quanto può danneggiare un film?

“Il doppiaggio ha il compito di restituire ciò che già esiste in un’altra lingua. Il nostro lavoro non è quello di aggiungere, ma di cercare di cogliere le sfumature di un personaggio e di riprodurre l’interpretazione di un altro attore nella nostra lingua. Più ci allontaniamo dal percorso originale e meno rendiamo giustizia al film. Ovviamente un cattivo doppiaggio può anche rovinare o stravolgere un film. Se questo accade, abbiamo fallito”.

Qual è il personaggio con cui sei entrato maggiormente in empatia? E quale invece hai ritenuto meno affine a te?

“Ci sono tanti personaggi che ho amato, impossibile stabilirne uno. Ricordo con piacere l’interpretazione di Anton Yelchin in Alpha Dog, avevo 16 anni quando ho avuto modo di doppiare quel personaggio. Ma anche molti ruoli di Dane DeHaan, attore che seguo da diversi anni. Naturalmente ci sono stati anche personaggi che mi hanno coinvolto di meno, ma ho sempre cercato di dare il massimo e di trovare affinità con loro”.

Come vedi la tua vita futura: doppiatore o attore?

“Perché non entrambi? Il nostro è un mestiere con uno spettro abbastanza ampio, molti di noi fanno cinema o televisione, alcuni teatro o radio. Il mio obbiettivo è quello di crescere, di fare esperienze. Non voglio pormi limiti, non adesso almeno”.

Tu hai avuto il privilegio di doppiare numerose saghe, in cui i personaggi hanno subito un’evoluzione psicologica e fisica. Come viene studiata la metamorfosi di un personaggio dal punto di vista vocale?

“L’originale è sempre il nostro punto di riferimento, per questo lo studio del personaggio avviene sempre in sala durante i turni. Non siamo soli, ma siamo aiutati da un direttore, il cui compito è quello di accompagnarci e indirizzarci in questo percorso, e da un’assistente, che si occupa del Sync labbiale dell’attore. Se il personaggio ha una trasformazione vocale, dobbiamo seguirlo, cercando di risultare più naturali possibile”.

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Scena iniziale tratta dal corto “Punto di vista”

Il tuo corto “Punto di vista” è stato apprezzato tantissimo dalla giuria del Giffoni 2015. Qual è il tuo “punto di vista” riguardo alla realtà cinematografica italiana odierna? Positivo o negativo?

“L’esperienza di “Punto di Vista” mi ha colpito molto. Il corto ha ricevuto feedback positivi anche all’estero, e i ragazzi del Giffoni sono stati molto affettuosi con noi. Purtroppo in questo paese si scommette poco sui giovani, e molto spesso piccoli prodotti indipendenti fanno fatica ad emergere e non trovano uno sbocco o la giusta visibilità. Spero che ci sia presto un’inversione di tendenza, e che si ricominci a rischiare e a scommettere su prodotti validi che diano spazio anche a giovani leve”.

Flavio Aquilone, inoltre, ha vinto il Leggio d’Oro per la voce maschile dell’anno nel 2014.

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