Foggia in “bambola”, Parma troppo forte

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Ma il processo al Foggia va fatto per quanto accaduto a Cesena

Ok Il Parma era più forte. Ok il Foggia non era in serata. Ok Stroppa ha sbagliato qualcosa. Ma non è finito il mondo. Non sono giustifiacti i fischi. Non si può abbandonare lo stadio dopo il secondo gol del Parma, come hanno fatto gran parte dei tifosi rossoneri seduti in tribuna.

Ok ai processi, ma non siamo ancora retrocessi. Questo devono capirlo tutti: società, tifosi, stampa e “moralizzatori” dei social. Il Foggia quest’anno gioca per salvarsi e non per vincere il campionato. La squadra ha peso specifico sufficiente per poter giocarsi una dignitosa salvezza. Nulla di più.

Ciò detto possiamo fare tutte le considerazioni del caso. Cominciando a dire che i veri punti persi sono quelli lasciati sul campo del Cesena. Li Stroppa e i suoi giocatori avevano di fronte un avvaersario decisamente inferiore. Se proprio vogliamo processare il Foggia facciamolo su quei novanta minuti. Se pareggi una gara che vinci per 3 a 1 ad otto minuti dal fischio finale, devi prendertela solo con te stesso.

Quello che è successo martedì sera allo Zaccheria è invece un’altra storia. Il Parma dopo un quarto d’ora di gara ha fatto capire di essere più forte qualitativamente, fisicamente, atleticamente e tatticamente. Perdere tre a zero dunque ci sta. Ed abituiamoci ad incontrare altri avversari di questo calibro.

Il Foggia poteva provare ad arginare questo Parma solo con un’arma, anzi tre: il ritmo, la velocità, un po’ d’esperienza in più. Tre elementi che sono mancati. E’ su questo che devono lavorare Stroppa e tutto il suo staff tecnico. Perchè la squadra era “spompa” oltre che inferiore all’avversario dal punto di vista tecnico.

Poi si sono aggiunti i soliti problemi cronici. I gol preso puntualmente su calcio piazzato, ad esempio, con Guarna sempre invisibile nell’area piccola (quella di sua competenza). Ma anche qualche errore tattico. La sostituzione di Deli con Chiricò non ha dato i frutti sperati. Ma sopratutto, a nostro modo di vedere, ha consegnato definitivamente il Foggia nelle mani del Parma, quando lo svantaggio era ancora solo di un gol.

Con quattro punte ed un centrocampista in meno il Foggia è completamente scomparso dal campo. L’estremo difensore emiliano non è mai stato seriamente impensierito nonostante i quattro attaccanti schierati da Stroppa. Mentre nella zona nevralgica del campo Vacca e Fedele sono rimasti in balia degli avversari.

Certo, nel calcio non esiste mai la prova contraria. La partita l’hai giocata e l’hai persa. Punto. Probabilmente l’avresti persa comunque, considerato il valore dell’avversario. Ma attenzione alle crisi di depressione. Quelle potrebbero diventare il pericolo più serio per una piazza troppo umorale: nel bene e nel male. E ribadiamo: i due punti persi sono quelli di Cesena. Ora testa bassa ed un pensiero solo: prendersi a Vercelli quello regalato agli avversari negli ultimi 180 minuti.

G.C.