Continua il Foggia Festival Sport Story



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Foggia Festival Sport Story
Foggia Festival Sport Story

Foggia Festival Sport Story, i grandi (si) raccontano: tre libri in due giorni, in Via Lanza

Venerdì

“D’Hubert è algido, nobile, superiore e distante come Guardiola. Feraud è orgoglioso, tignoso, sanguigno ed eccessivo come Mourinho”. Paolo Condò si rifà a I duellanti di Joseph Conrad per raccontare quei 18 giorni del 2011, quando Pep e José incrociarono per quattro volte le spade. Il suo libro – alto, letterario, avvincente, l’opposto di un resoconto cronachistico – apre la “due-giorni” di libri e autori del Foggia Festival Sport Story, prima edizione di una kermesse che mette l’arte al servizio del racconto sportivo, tra libri, teatro, film e foto. Venerdì 30 settembre, ore 18.30, la celebre firma della Gazzetta dello Sport – al tempo del duello narrato inviato internazionale in terra ispanica – nonché “talent” di Sky Sport, presenta il suo Duellanti (Baldini & Castoldi), conversando con i giornalisti Michele Carelli e Raffaele Fiorella nello spazio antistante la libreria Ubik di Foggia, in Via Lanza.

Foggia Festival Sport Story
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Un antipasto ricco in attesa dell’arrivo al traguardo di una delle leggende del ciclismo italiano, quel “Felix de Mondi” (secondo il mitico Gianni Brera) in programma alle 19.30 della stessa serata, sul medesimo palco, in coppia con Maurizio Evangelista, coautore del suo libro autobiografico dal titolo Da me in poi (Mondadori Electa, 2016). A conversare di ciclismo, rivalità e vita con Felice Gimondi – uno dei sei ciclisti ad aver vinto Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta spagnola – sarà il presidente della Fondazione Banca del Monte, Saverio Russo (in caso di maltempo, le presentazioni di venerdì avranno luogo nella sede della Fondazione, in via Arpi).

Sabato

Al centro della serata di sabato 1° ottobre invece, ore 18.30, sempre in Via Lanza, c’è una domanda: se Faruk Hadžibegić, capitano dell’ultima nazionale slava unificata, non avesse sbagliato quel calcio di rigore nel quarto di finale contro l’Argentina di Maradona, ai Mondiali italiani del ’90, la Jugoslavia sarebbe rimasta unita? La risposta sembra facile, facilissima: il calcio è il calcio, si dirà, la Storia è la Storia. Ma il caporedattore de l’Espresso, Gigi Riva, autore dello splendido L’ultimo calcio di rigore di Faruk (Sellerio, 2016), per anni inviato di guerra nei Balcani, mette tutto in discussione e racconta, come recita il sottotitolo del libro, Una storia di calcio e di guerra, forse “seguendo” il consiglio che un certo Diego Armando Maradona gli diede al tempo di Italia ’90: “Occupati di politica internazionale, il calcio è una cosa troppo seria”. Conversa con l’autore, il giornalista Antonio Di Donna (in caso di maltempo, l’incontro avrà luogo all’interno della libreria Ubik). Per la levatura degli ospiti in programma, si rende noto infine, l’Ordine Nazionale dei Giornalisti ha accreditato gli incontri con gli autori come momenti validi alla formazione continua dei giornalisti.

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