Sì al futuro, sì al lavoro



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I giovani foggiani non si arrendono, e combattono la difficoltà nel trovare lavoro nell’unico modo possibile: insieme

Sì, la crisi c’è. Sì, trovare lavoro diventa sempre più complicato, soprattutto dalle nostre parti.

Ma no, non è concesso arrendersi. Piangersi addosso è fuori discussione, continuare ad andare altrove è fin troppo scontato.

Avete presente quel famoso e banale detto che dice ‘quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare’? Beh, gli studenti dell’Università degli Studi di Foggia lo hanno preso alla lettera e hanno iniziato a giocare, usando il più grande mezzo a loro disposizione: l’università stessa.

E così, il Job 18, il Salone del lavoro e della creatività è arrivato anche a Foggia. Ed in sole ventiquattro ore ha già portato a casa grandi risultati, facendo ben pensare anche per la giornata di domani, che è quella conclusiva.

L’evento ha aperto i battenti nel pomeriggio di ieri, con l’inaugurazione, la presentazione delle aziende partecipanti e  uno spettacolo tenutosi presso il Teatro Umberto Giordano.

Nella giornata di oggi, presso l’ente Fiera di Foggia, si è dato il via ai workshop e ai colloqui dei giovani che, armati di curriculum, si sono avvicendati presso i numerosi stand, per candidarsi alle diverse posizioni aperte messe a disposizione dalle aziende. Nel pomeriggio, è stato assegnato il premio Luigia Campanaro, istituito – in ricordo della studentessa morta a causa di un pirata della strada – dall’Università di Foggia in collaborazione con la San Paolo Private Banker, per valutare la migliore tesi in ‘Consulente del lavoro ed esperto in relazioni industriali’: la vittoria del concorso (pari a 1500 euro) è andata alla studentessa Roberta De Gironimo.

 

La giornata di domani, che sarà quella conclusiva, prevede, oltre alla possibilità di continuare i colloqui, l’assegnazione del Premio Giovani Eccellenze Pugliesi e lo spettacolo conclusivo.

Sono passate solo ventiquattro ore dall’apertura di questo evento, ma le cifre sono già assolutamente positive.

Il fatto che i giovani che hanno partecipato all’evento siano stati numerosi è un segnale molto importante per la nostra terra. Perché, in un momento in cui andarsene è la via più facile e immediata, vedere tanti universitari, ma anche liceali, partecipare in maniera attiva a queste giornate vuol dire tanto, probabilmente tutto.

Vuol dire che la Puglia non può essere abbandonata e lasciata a se stessa; vuol dire che le radici sono importanti; vuol dire che crescere si può e si deve.

Lo meritano questi giovani, che non riescono a smettere di sentirsi legati a questa terra. E lo merita questa terra, che non ha fatto nulla per essere inferiore al resto della Penisola.

E, allora, c’è solo una cosa da fare: far si che questo evento sia solo l’inizio di una serie di successi in cui i giovani sono i protagonisti.

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