Gluten Friendly: il glutine del domani



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L’Università di Foggia deposita il brevetto del Gluten Friendly, che la pone all’avanguardia della ricerca scientifica nel settore agro-alimentare, e ai primi posti nelle graduatorie per la qualità della ricerca

Giugno 2014 ha segnato, per la comunità accademica dell’Università di Foggia, il mese della ribalta del “Gluten Friendly”, il brevetto lanciato dal team capitanato dal Prof. Aldo Di Luccia e dalla dott.ssa Carmela Lamacchia, di cui è proprietaria l’Università di Foggia, contenente la serie di procedimenti chimico-fisici atti a detossificare il glutine, scongiurando l’intolleranza in soggetti celiaci.

La celiachia consiste in un fenomeno infiammatorio “a cascata”, scatenato dalle proteine denominate “Gliadine”; a questa infiammazione, sèguita una atrofia dei villi intestinali, che perdono il loro potere assorbente di nutrienti.

pastaIn cosa consiste questo brevetto? Come suggerisce il nome, il glutine vede modificata la sua struttura, e viene reso “non tossico” per i celiaci. La granella( il seme di frumento) contiene le frazioni proteiche che formeranno il reticolo glutinico (gliadine e glutenine), depositate in piccole “celle” che, attraverso un trattamento in presenza di acqua e, in seguito, ad elevate temperature, permettono la modifica necessaria per la formazione del “glutine amichevole”, prima della molitura.

Questo trattamento non comporta cambiamenti tecnologici nelle farine e, soprattutto, non delude l’aspetto edonistico del prodotto finale, il quale potrebbe essere destinato non solo al soggetto celiaco, ma anche alla popolazione sana.

Attualmente, presso la “Reading University” di Londra, si stanno svolgendo test “in vitro”, a cui seguiranno test “in vivo” che permetteranno di finalizzare la fase sperimentale, e commercializzare il prodotto.

Una scoperta, quella del “Gluten Friendly”, di cui l’Università di Foggia, e in particolare il Dipartimento di Agraria, devono andare fieri. In un territorio spesso alla ribalta dei telegiornali per fatti di cronaca nera, una scoperta scientifica di tale calibro è, sicuramente, motivo di orgoglio e, soprattutto, di incitamento a credere nella ricerca in campo agro-alimentare, e nelle nuove leve di questo settore.

                                                                                    

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