GrandApulia : chi, come, quando e soprattutto perchè?



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Compromessa l’inaugurazione del  nuovo centro commerciale targato Sarni, avvilite le speranze di chi intravedeva una svolta nel futuro economico e lavorativo della città

Notevoli aspettative erano state riposte nella imminente apertura del centro commerciale GrandApulia che il 30 novembre p.v. sarebbe dovuto entrare ufficialmente in funzione, ospitando noti marchi multinazionali e rendendo più agevoli le spese natalizie della provincia di Foggia.

A soli 5 giorni dall’apertura qualcosa è andato storto. È infatti di stamane il blitz del Corpo Forestale dello Stato e della Guardia di Finanza del comando provinciale di Foggia che ha dichiarato sotto sequestro l’intera struttura dell’ex zuccherificio SFIR rilevato dalla FINSUD srl (società del gruppo Sarni) per un totale di circa settanta ettari.

Grande stupore nel personale neoassunto del centro commerciale che nel bel mezzo delle ultime sistemazioni è stato invitato a lasciare la struttura ma soprattutto grande delusione da parte del popolo di Foggia e provincia nel constatare l’ennesima disfatta di un’iniziativa entusiasmante per gli amanti dello shopping.

Quale, dunque, il motivo di questo provvedimento?  Dopo le consulenze tecniche in ambito ambientale e edilizio-urbanistico sono emerse diverse e notevoli mancanze relative alla gestione dell’intera zona dell’ex SFIR.

In primis, la mancata opera di bonifica dell’intera zona, dalle cui analisi erano emerse evidenti contaminazioni delle acque sotterranee rilevando l’alterata  presenza di triclorometano, tetracloroetilene, floruri e solfati .

Ad aggravare la situazione è emersa la presenza di una vera e propria discarica abusiva di rifiuti ambientale : risulta infatti che le ex vasche di lagunaggio dell SFIR siano state riempite con materiale derivante dalla demolizione di più di 100 immobili e uniti ai  rifiuti solidi e liquidi reduci dei processi di decantazione dello zuccherificio.

La lottizzazione abusiva completa infine il quadro delle accuse a discapito della FINSUD srl che per quasi sei anni ha provveduto alla frammentazione dei titoli e dell’area in msigilli-grandapulia-2odo da rendere meno sospette le irregolarità vertenti sugli interventi edilizi.

Di tutto ciò dovrà rispondere non solo il rappresentante della FINSUD srl Antonio Sarni ma anche il direttore lavori della stessa, Alberto Arvalli, insieme a Michele Ciotti (direttore lavori della demolizione della ex SEFIR) , Saverino Creta ( ex direttore del SFIR), Claudio De Bellis ( rappresentante Fideco),  Oronzo Gesmundo (rappresentante della ditta di demolizione della SFIR),  Mauro Tininini ( rappresentante della Corbat) .

Finché non verrà fatta luce sulla vicenda ovviamente la struttura resterà chiusa lasciando a casa i più di 700 occupati provenienti da tutta la provincia. 

Viene spontaneo chiedersi:  come mai la Procura di Foggia ha deciso di prendere provvedimenti in merito a soli 5 giorni dall’apertura su irregolarità presenti da diversi anni?E’  giusto stroncare sul nascere un’  opportunità lavorativa di così ampia portata in un territorio che in ambito lavorativo  è già poco fertile?

Seguiranno aggiornamenti sul caso su Foggia.Zon

 

 

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