Guglielmo e Pellegrino: i Santi Turchi ritornano in Cattedrale in una tela del 1700



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Santi Guglielmo e Pellegrino scuola De Mura
Santi Guglielmo e Pellegrino scuola De Mura

La tela raffigurante i Santi, è stata restaurata dalla Fondazione dei Monti Uniti e restituita alla comunità dopo un anno di restauri

Lo scorso sabato, la Basilica Cattedrale di Foggia ha riaccolto la tela raffigurante i Santi Guglielmo e Pellegrino.

Santi Guglielmo e Pellegrino scuola De Mura
Santi Guglielmo e Pellegrino scuola De Mura

L’opera è stata restituita dopo un lungo restauro (circa un anno) voluto dalla Fondazione dei Monti Uniti e attuato dal restauratore Leonardo Maddalena che, durante la cerimonia, ha affermato la necessità dell’intervento per valorizzare l’opera.

Allentamenti, pieghe, perdite di tensione (dovuti a scollamenti) e imbarcamento interessavano il dipinto; mentre la superficie pittorica presentava alterazioni nel colore importanti “causate dall’utilizzo di vecchie vernici protettive e da depositi di polveri e nero fumo, mentre la evidente perdita di tonalità dei colori rappresentava una conseguenza dell’ossidazione di oli utilizzati in precedenza come ravvivanti.

La tela, di estremo valore data l’importanza nel XVIII, come oggi, della firma del De Mura e dei suoi discepoli; raffigura i santi Guglielmo e Pellegrino, patroni della città dal XII secolo.

I due, padre e figlio, erano eremiti dediti agli insegnamenti cristiani. Facevano opere di carità e pellegrinavano.

Partiti da Antiochia, donarono ai poveri ogni loro bene e iniziarono un lungo viaggio che li portò in Italia. Sbarcati a Brindisi, visitarono il Santuario di San Nicola di Bariquello di San Michele sul Gargano, poi quello dell’Incoronata e per ultimo quello della Iconavetere di Foggia. Qui i due si abbracciarono in estasi e furono rapiti alla vita terrena il 26 aprile dell’anno 1146.

Dei due santi, patroni della città, si sa che nel secolo XVII adornavano anche le insegne civiche reggendo lo stemma.

L’operazione della Fondazione dei Monti Uniti, si inserisce in una serie di interventi (come l’acquisto di opere del De Mura) volti alla valorizzazione e alla conservazione del patrimonio artistico e culturale.

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