Manfredonia: il gigante Golia contro Davide. Quando il più “piccolo” non cede al più “grande”

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Manfredonia: quando è la coscienza cittadina a mobilitarsi, non sempre il risultato è scontato

 

Manfredonia, ai margini del Tavoliere di Puglia, in fondo all’ ampia insenatura omonima, conserva intatto quel fascino che in tempi remoti le diede Manfredi, il re “biondo, bello e di gentile aspetto”. Quando si parla di Manfredonia non si può fare a meno di ricordare il suo golfo, il suo porto, che hanno un ruolo fondamentale dal punto di vista turistico, e sono vitali per l’ economia locale. Questo equilibrio tra ambiente ed economia rischia di essere minato da quando la società “ISOSAR”, attuale “Energas – Kuwait”, nel 1998 ha mostrato interessi economici verso Manfredonia, che contrastano con il tutto.

Nonostante la cittadinanza, attraverso il referendum del 14 Novembre 2016, per il 98% si sia espressa contro, il pericolo incombe ancora. Per saperne di più abbiamo incontrato il portavoce di “Manfredonia nuova” prof. Italo Magno, con il quale abbiamo ripercorso le tappe fondamentali della questione. Nel 1998 la società “ISOSAR” chiese di occupare 36 m³  di territorio presso Santo Spiriticchio, zona  “S.I.C.” e “Z.P.S.” , ossia “sito di interesse comunitario” e “zona di protezione speciale” tutelata dall’ Unione Europea, per il deposito di G.P.L. Il progetto fu presentato come una “boccata di civiltà” da esportare nei territori ameni ed incontaminati di Siponto, dove non mancano veri e propri tasselli della storia del territorio, come reperti di insediamenti primitivi, che dovrebbero essere tutelati. La società promise ampi parcheggi e alcuni posti di lavoro.

L’allora Sindaco di Manfredonia Gaetano Prencipe decise di perimetrare nuovamente la zona del Parco Nazionale del Gargano al fine di inserire  le bombole di G.P.L. A questo punto l’ U. E. minacciò un’ infrazione contro l’ Italia nel caso in cui avesse consentito la realizzazione del progetto; il ministero ambientale e la sovraintendenza ai beni culturali espressero il loro parere negativo . Il progetto fu interrotto, ma l’ allora “ISOSAR” cominciò a fare ricorsi contro questo rifiuto , che furono tutti vinti. Dopo questi ricorsi l’ “ISOSAR” si presentò nuovamente con il nome di “Energas – Kuwait” , conquistando inaspettatamente il favore della Puglia.

I primi passi verso la sensibilizzazione

Durante l’ Estate del 2015 l’ associazione “Manfredonia Nuova” ha cominciato a raccogliere firme al fine di sensibilizzare le autorità del comune di Manfredonia e il 14 Novembre 2016 la popolazione ha ribadito, attraverso il voto referendario, il parere contrario al progetto. Nonostante ciò la “Energas – Kuwait” , della quale presidente è Diamante Menale, ha continuato ad insistere.

“Manfredonia Nuova “ non ha ceduto alla prepotente insistenza della società, e il suo portavoce, prof. Italo Magno, ha deciso di chiedere la collaborazione dell’ ex giornalista di inchiesta, Gianni Lannes. Lannes ha contrastato, con le sue indagini, atteggiamenti economico- mafiosi  e ora si sta occupando dell’ importazione di grano in nero nella Puglia. L’ex giornalista di inchiesta , spinto anche dalle origini garganiche, ha accettato di collaborare contro un disegno criminoso per il patrimonio culturale e ambientale del Gargano. Guidata da Lannes, “Manfredonia Nuova” nel Dicembre 2016 ha presentato una pre-diffida al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, e al Presidente di Regione Michele Emiliano, seguita da una diffida del 25 Febbraio 2017. Queste azioni sono state rese possibili grazie alla collaborazione cittadina attraverso la raccolta di firme.

L’ impegno concreto di “Manfredonia Nuova”

 Un impegno encomiabile quello di “Manfredonia Nuova” che ha dichiarato l’intenzione di presentare la questione a Bruxelles e a Strasburgo, dove ha sede la commissione dei diritti dell’uomo.

 

Il non essere indifferenti a ciò che potrebbe provocare un disastro per la filiera alimentare esportata in tutta la Provincia di Foggia, e non solo, è costato caro a chi ne è coinvolto personalmente come il portavoce Italo Magno il quale è stato vittima di atti intimidatori (recapito di proiettili con esplicito invito a desistere).

Per concludere sorgono alcune domande : perché far prevalere il lucro sulla salute e sulla vita di un ambiente che dovrebbe restare incontaminato? Perché continuare a voler costruire su una zona altamente sismica? Tuttavia darsi risposta è semplice: è facile pensare ad interessi militari (il Kuwait ottiene armi dall’ Italia) e allo scopo di lucro, sembra che la coscienza ceda il passo al denaro. Ed è proprio la coscienza cittadina che “Manfredonia Nuova” vuole mobilitare, come ha dichiarato il prof. Italo Magno, invitando i cittadini a impegnare le proprie risorse e a non sottomettersi a questa cupola.