In arte Meezy

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La nostra intervista a Simona Mazzeo, in arte Meezy, cantautrice foggiana dagli occhi dolci e dalla voce calda, reduce dalla sua seconda esperienza ad Amici e nuovi progetti in arrivo

Se dovessi presentarti ad un pubblico che non ti conosce con una canzone. Quale sceglieresti?

In modo fiero e anche un po’ arrogante, mi presenterei con un mio inedito, in particolare “Temporale” che ha accompagnato gli ultimi mesi della mia vita. “Temporale” è un salto nella mia vita, quella più privata e vera, perché non esiste cosa più sincera dell’amore che provo per mia nonna e in questa canzone mi metto a nudo davanti al Mondo esponendo tutta la mia fragilità e sensibilità che provo nei riguardi della morte, realizzando che anche le cose più belle finiscono, ma l’amore vero mai.

Come ti ha cambiato questa seconda esperienza ad Amici? In che cosa differisce dalla prima?

Lo scorso anno Amici fu un gioco, infatti mai mi sarei aspettata di essere chiamata come sfidante. Ma sono stata contenta comunque perché a conti fatti (anche se ovviamente sembrerebbe facile dire così) non ero pronta. Dopo quell’esperienza ho aperto gli occhi su tante cose e ho rischiato, ho fatto cose che non pensavo avrei mai fatto, ho sbagliato e sono cresciuta. Quest’anno invece l’invito a partecipare è venuto direttamente dal programma, ed ero un po’ titubante, ma mi sentivo pronta, mi sentivo migliore rispetto all’anno scorso.

L’eliminazione dello scorso anno, mi ha permesso di lavorare ancora di più sulla mia musica, in cui adesso credo fortemente. Per questo alla telefonata risposi “Si, accetto di fare il provino”. Amici comunque è il sogno di tanti ragazzi come me ed è stata, se pur breve, una settimana intensa sotto ogni punto di vista. Ho conosciuto dei ragazzi splendidi con cui ho condiviso paure e sorrisi (che ora sono dentro la scuola e a cui auguro ogni cosa bella che il Mondo possa offrirgli). Nutrivo grandi speranze, non lo nego, ma “è andata come doveva, come poteva”.

Quali sono gli artisti a cui ti ispiri per la composizione musicale dei tuoi testi?

Ho sempre trovato ispirazione in artisti stranieri come Paolo Nutini, Ed Sheeran, Vance Joy e Daughter. Ma i miei ascolti spaziano in qualsiasi genere musicale, quindi capita che mi piacciano dei suoni sentiti magari in una canzone a caso passata in radio mentre sono al supermercato.

Foggia, la tua città, ha favorito il tuo percorso artistico o ti ha ostacolato?

Questa è una domanda pungente: è un amore ed odio. Foggia non è un grande palco musicale, ma è sempre bello suonare nella propria terra e ne porto sempre un po’ con me, ma onestamente posso dire che quello che faccio, qui, non venga sempre considerato un vero e proprio lavoro. Ma è la mia città, le voglio bene sempre, perché nutro la speranza di un cambiamento, anche se minimo.

Quali saranno i tuoi prossimi progetti? Come e da dove hai intenzione di ripartire?

Il prossimo progetto riguarda proprio Foggia. Insieme ad uno dei miei produttori, Umberto Sangiovanni, DauniaOrchestra, e al talento di Sara Sabatino, abbiamo realizzato un piccolo tributo ad Umberto Giordano, riarrangiando in chiave più contemporanea una delle opere più romantiche dell’Andrea Chénier.

Il resto verrà il prossimo anno. Abbiamo tanti progetti aperti adesso, tante strade da poter percorrere, ma è difficile fare programmi in un momento in cui potrebbe succedere qualsiasi cosa nella mia “carriera”. Io spero solo di poter pubblicare presto nuovi inediti, far girare la mia musica e spostarmi in giro per l’Italia insieme a lei.