In Puglia la grandine danneggia pesche e albicocche

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CIA Puglia: “Colpite centinaia di aziende nelle campagne di Manfredonia e Cerignola”. Si necessitano politiche di prevenzione e che sappiano fronteggiare le conseguenze di azioni che hanno provocato un repentino cambiamento climatico 

Quest’anno, gli ultimi giorni di Aprile sono caratterizzati da un ultima “coda” d’ Inverno che si è manifestata con forti venti, piogge, e, sui rilievi più elevati, con neve. A subirne gli effetti negativi è stata la filiera agroalimentare nella provincia di Foggia e, più precisamente, a Borgo Tressani (agro di Cerignola) e nella località di Fonterosa e Beccarini (agro di Manfredonia). L’associazione CIA (Agricoltori Italiani Puglia) ha raccolto le segnalazioni ed ha cominciato a monitorarne i danni.

Le perdite più ingenti hanno riguardato i frutti di albicocco e pesco la cui fioritura, avvenuta a causa del caldo anticipato delle scorse settimane, è stata fortemente danneggiata dalla grandine. I raccolti di asparago sono andati persi; minori, invece, i danni ai vigneti. Mercoledì  altre colture, a causa di un ulteriore grandinata, sono andate distrutte nella zona di Borgo Mezzanone (agro di Manfredonia) . Di conseguenza, dopo mesi di siccità, la Puglia ha dovuto fronteggiare violente variazioni di temperatura che hanno provocato una vera emergenza.  Il presidente CIA Puglia, Raffaele Carrabba, ha dichiarato: “L’ agricoltura sta pagando a caro prezzo l’instabilità e le bizze del tempo. Non sono più derogabili misure strutturali in grado di tutelare stabilmente il reddito agricolo e i sacrifici di una vita, che rischiano di essere annientati ormai con scadenza mensile. Le aziende agricole colpite da calamità eccezionali devono essere ristorate nell’immediato per poter ripartire. Gli agricoltori non possono più essere ostaggio di sconvolgimenti che ribaltano le stagioni. Basti pensare alla neve fioccata dopo giornate di temperature ben oltre la media primaverile. I governi, a tutti i livelli, devono assolutamente pianificare interventi che tengano conto dei cambiamenti climatici in atto.”

Le scelte del governo riguardo la TAP nel Salento dimostrano che non sempre si attuano politiche utili a preservare risorse

Uno spunto di riflessione è dato dalle ultime frasi dichiarate dal presidente CIA Puglia, con le quali pone in luce la presenza di fattori climatici che non possono più essere ignorati. Gli equilibri climatici si sono alterati a causa dell’ uomo che esprime tutto il suo antropocentrismo senza badare a quanto il modo di soddisfare i suoi bisogni coincida con le necessità del quadro ambientale in cui vive. Per questo motivo una soluzione è quella di concentrarsi su metodi di prevenzione: diminuzione dell’ inquinamento, che con le emissioni di gas inquinanti provocano il buco nell’Ozono, e rispetto della biosfera che può essere uno “scudo naturale” contro varie calamità. l’uomo deve essere in grado di fronteggiare, con adeguate politiche, le conseguenze di scelte errate fatte nel tempo.

Le scelte del governo riguardo la TAP nel Salento dimostrano che non sempre si attuano politiche utili a preservare risorse e caratteristiche tipiche delle Regioni, in nome di un interesse generale. Oggi, infatti, sono riprese le proteste per evitare lo sradicamento di Ulivi il cui olio è uno dei maggiori elementi di esportazione internazionale proveniente dalla Puglia. Oltre a questo si potrebbero fare molti altri esempi in cui si applicano strutture del secondario in zone in cui la principale fonte è il primario, danneggiando l’ambiente naturale in cui si opera. Come ha spesso ricordato Leopardi: la Natura è madre, ma può essere anche matrigna, soprattutto, si può aggiungere, se non viene rispettata.