Incendio in Via Castelluccio : resoconto delle ultime 24 ore



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Il fumo proveniente dalla periferia foggiana non è ancora scomparso  del tutto.Impatto ambientale da non sottovalutare : le dichiarazioni del sindaco Franco Landella sulla vicenda

Nella giornata di ieri una colossale nuvola di fumo ha attirato l’attenzione di molti cittadini e richiesto la presenza di numerosi membri delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco. La nuvola di fumo proveniva da una proprietà privata in Via Castelluccio, zona ormai non più  molto periferica vista l’espansione del nucleo urbano negli ultimi anni.

L’intensità della colonna di fumo non lasciava presagire nulla di buono sulla natura di ciò che stava bruciando e infatti si è subito appreso che all’interno della proprietà vi era una vera e propria discarica abusiva costituita da ecoballe nascoste sotto delle serre. 

Da quanto appreso risulta che il complesso era stato acquistato da nuovi proprietari meno di un anno fa e che nell’ultimo mese uno strano via vai di camion aveva portato al sequestro della proprietà con l’intento di sottoporla ai dovuti controlli ambientali. Per quanto non ci sia nulla di concreto a confermarlo è inevitabile presumere la natura dolosa dell’evento.

“In queste ore, anche attraverso i social network, si stanno diffondendo notizie non comprovate da alcun elemento ufficiale circa l’incendio scoppiato in via Castelluccio.Non appena ho avuto notizia delle fiamme ho immediatamente provveduto ad allertare l’ASL Foggia e l’ARPA Puglia –  comunque già informati dai Vigili del Fuoco – ossia i due organi tecnici cui è demandato il compito di effettuare i rilievi ed i campionamenti. Contestualmente, agenti del Corpo di Polizia Municipale hanno affiancato e stanno affiancando i Vigili del Fuoco sia nelle operazioni di spegnimento sia in quelle di comunicazione alla popolazione residente nell’area interessata dall’incendio, così come comunicatoci dall’ASL  Foggia.”

Così si è espresso questa mattina il sindaco di Foggia Franco Landella che ha aggiunto :

“..L’Amministrazione comunale, inoltre, ha impegnato risorse economiche per noleggiare i cinque mezzi pesanti indicati dai Vigili del Fuoco e messi a supporto della loro attività.Ieri ho evitato di rilasciare dichiarazioni, che sarebbero apparse esclusivamente di circostanza e che rischiavano di produrre allarmismo, in assenza di elementi ufficiali, soprattutto con riferimento alla tipologia di rifiuti ospitati dal sito andato in fiamme e già oggetto di un sequestro giudiziario. Quest’ultimo aspetto, è bene chiarirlo, impedisce all’Amministrazione comunale qualunque tipo di intervento sulla zona in assenza di una specifica autorizzazione del magistrato.Restiamo dunque in attesa di conoscere le risultanze dei monitoraggi ambientali condotti dall’ARPA Puglia  e le successive determinazioni dell’ASL Foggia, fondamentali per poter valutare quali siano le azioni eventualmente da mettere in campo”

Nonostante si vogliano evitare allarmismi precoci su quelli che sarebbero i danni ambientali se i monitoraggi rivelassero realtà scomode in merito alla tipologia di rifiuti, è inevitabile riflettere su quella che è la situazione riscontrabile a occhio nudo.

Non indifferente è infatti il danno provocato ai residenti circostanti soprattutto se si tiene in considerazione  di essere in una zona rurale in cui l’attività principale è quella agricola. Sempre più numerose le “scoperte” di queste discariche a cielo aperto (senza dimenticare l’ormai patologico caso  della non lontana zona di Giardinetto) che non possono che destare preoccupazioni su cosa ci sia realmente nell’aria che quotidianamente respiriamo .

Da anni si  guarda con compassione la condizione della Campania riguardo al tema inquinamento ma lo si fa come se fosse una realtà abbastanza lontana da non doverci riguardare. E se invece fossimo destinati ad essere anche noi la Terra dei Fuochi nel prossimo ventennio?

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