”Joyeux Noël”, quando la guerra riscopre la pace



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”Joyeux Noël”, un film sulla pace e sull’amore per capire la vera identità dell’uomo e dell’Europa

Lunedì 13 aprile, alle 18.00, presso la Fondazione Banca del Monte di Foggia, è stato proiettato Joyeux Noël, un film scritto e diretto da Christian Carion. Questa pellicola è stata scelta per il terzo appuntamento della rassegna intitolata “Il Cinema racconta la Grande Guerra”, organizzata dalla Fondazione Banca del Monte di Foggia in occasione del centenario dell’inizio del conflitto. All’incontro hanno preso parte alcune classi delle scuole secondarie di primo grado ‘’Ugo Foscolo’’ e ‘’Nicola Zingarelli’’.

Questo film narra la tregua natalizia del 1914, un episodio realmente accaduto e trascurato per decenni dalla storiografia. Quattro eserciti (francese, inglese, tedesco, scozzese), nella Francia occupata dai nazisti, in vista del Natale, decidono di sospendere il fuoco. Tutti, pur indossando una divisa diversa, riscoprono l’umanità che la guerra sembrava aver cancellato dai loro cuori. Natale è condivisione, è amore, è generosità: i soldati si scambiano del cioccolato, bottiglie di champagne e di whisky, giocano a carte e a pallone. A Natale si può ‘’infrangere’’ il rigido regolamento militare, fraternizzando con i nemici. A Natale c’è la possibilità di seppellire i caduti, di onorare la memoria di queste vittime, spesso giovani, strappate a una madre, a una moglie, a una fidanzata, a una figlia.

Ed è la donna una delle figure centrali di questo film: una donna non sempre visibile in scena, ma spesso solo accennata dagli uomini nei loro pensieri e nelle loro lettere, importanti testimonianze della brutalità bellica. Tra i protagonisti del film, oltre ai tenenti e ad alcuni soldati semplici, spicca Anna Sörensen, un soprano tedesco interpretato da Diane Kruger. In pieno conflitto, l’amore la spinge a raggiungere la trincea, pur di riabbracciare il suo amato, Nikolaus Sprink, un tenore che preferisce esibirsi per gli uomini che cadono sul campo di battaglia, per i padri di famiglia che non hanno mai imbracciato un’arma nella loro vita. Ad Anna, quindi alla donna, è affidato un compito importantissimo: ricordare il Natale, la nascita di Cristo, l’evento che riempie ogni cuore d’amore e spinge ad accogliere l’altro come fratello. Anna intona un’Ave Maria durante la messa della vigilia, suscitando la commozione dei soldati e un diffuso sentimento di fratellanza, di gioia, di serenità.

Joyeux Noël
Joyeux Noël

Ciò che colpisce, senz’ombra di dubbio, è anche la rappresentazione dei ministri di Dio: c’è una Chiesa ispirata ai dettami evangelici di Gesù, incarnata dal pastore scozzese Palmer; e c’è una Chiesa che considera la guerra come una crociata necessaria per ripristinare il bene, incarnata dal vescovo che ordina a Palmer di tornare nella sua parrocchia, dato che ha predicato la pace e la fratellanza.

La musica è una protagonista costante del film: viene presentata soprattutto come elemento in grado di avvicinare l’uno all’altro; perciò quando Nikolaus Sprink intona Stille Nacht, il celebre canto natalizio composto nel 1818 dall’austriaco Franz Xaver Gruber, il pastore Palmer lo accompagna con la cornamusa, invitando i suoi stessi compagni scozzesi a cantare insieme al tenore tedesco, perché la musica non ha nazionalità, ma un’anima sola. E non è un caso se il film termina sulle note delle melodie tipiche degli scozzesi e degli inglesi, intonate dai soldati tedeschi, perché la diversità è un bene prezioso da condividere e da fare nostro. Se temiamo la diversità, temiamo la vita.

Carion ci invita ad amare la pace, a proteggerla, a sostenerla, riconoscendo il valore immortale dell’arte: l’arte deve essere lontana dalle ideologie, farsi promotrice dell’uguaglianza dell’umanità. Non c’è colore della pelle o religione che possa separarci: il mondo è di chi ama. Perciò non ci resta che ricordare l’esortazione di Friedrich Schiller nella sua Ode alla gioia: ‘’Abbracciatevi o milioni di popoli!’’.

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