La “Madre Terra” protagonista al Carpino Folk Festival



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Torna l’atteso evento estivo del Carpino Folk Festival, che nella sua XX edizione celebra il potere e la forza della Madre Terra

“Sarà allora, quando tutto sembrerà finito per sempre, che dalla solitudine planetaria del nostro mondo emergerà nuovamente, rigenerata, la terra dal mare, verde e bella come mai era stata prima di allora.”

La XX edizione del Carpino Folk Festival dal 3 al 9 agosto ruota attorno al fascino misterioso della Madre Terra, incarnazione della Natura generatrice di vita per l’umanità ed eternamente capace di riprodursi, in ogni condizione.

Ogni anno, nella prima decade di agosto, il centro garganico con il suo festival dedicato alla musica e al folklore diventa il fulcro della musica tradizionale del sud, attirando il pubblico di tutta Europa. Un evento che negli anni ha contribuito a far conoscere la Puglia su scala internazionale, diventando uno degli appuntamenti estivi più attesi nel Gargano, come simbolo di promozione della musica e della cultura popolare pugliese.

La "Madre Terra" protagonista al Carpino Folk Festival
La “Madre Terra” protagonista al Carpino Folk Festival

L’antichissimo culto della Grande Madre si perde nella notte dei tempi, in cui l’uomo venerava una divinità presente in quasi tutte le mitologie più importanti, simbolo della terra, della rinascita, del principio femminile come intermediario fra la terra e il cielo. A seconda dei popoli e delle culture, ha assunto vari nomi e connotazioni, circondata sempre da un alone di mistero quanto di attrazione: Ishtar, Astarte, Afrodite e Venere dee dell’amore e della bellezza; Ecate triforme protettrice della fertilità femminile; Artemide e Diana per la caccia; Demetra, Cerere, Persefone e Proserpina per la fertilità dei campi.

In giro per il mondo sono state ritrovate numerose tracce del culto della Dea, come templi, abitazioni o sculture (tra cui le famose Veneri), su cui venivano incisi o dipinti semi, germogli, boccioli, uova, crisalidi e segni acquatici, come simbolo di eterna rinascita e rigenerazione. Anche in Gargano la venerazione era presente, come testimoniato dalla stele di Vieste con l’iscrizione “AGOLZON VINANA DIVA DAMATIRA”, risalente al IV o III secolo a.C.; Damatira, infatti, è la forma iapigica della dea Demetra greca.

“Damatira per tante ragioni che spiegheremo nelle prossime settimane – precisa Mario Pasquale Di Viesti, Presidente dell’associazioneprima fra tutte la rinascita di un territorio mostruosamente ferito dagli eventi calamitosi gravi e profondi causati dalla piogge alluvionali abbattutesi dal 2 al 6 settembre scorso. Non è nostra abitudine piangerci addosso e non abbiamo intenzione di farlo. L’organizzazione di un evento musicale è sicuramente uno degli strumenti più efficaci per la promozione territoriale, pertanto intendiamo con la ventesima edizione del Carpino Folk Festival fare la nostra parte per restituire al Gargano l’immagine di una destinazione perfettamente in grado di accogliere i turisti”.

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