La sanità Foggiana e quei disinfettanti da 3200 euro



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Il sole 24 ore elenca gli scandali sanitari italiani, balza agli occhi il costo dei disinfettanti da 3200 euro pagati dall’Asl foggiana

Mentre al senato oggi si discuterà del rapporto ISPE(istituto per la legalità in sanità), che proporrà un decalogo su formazione, procedure e processi aziendali per prevenire potenziali eventi corruttivi nelle Asl e negli ospedali, il “Sole 24 ore” pubblica un articolo contenente una raccolta degli ultimi scandali scoperti nell’ambito della sanità. Balza agli occhi, tra tanti, la notizia scoperta già qualche settimana fa di ciò che incredibilmente accadeva nella sanità foggiana. Per acquistare un disinfettante per la sala operatoria l’Asl di Foggia spendeva fino a 3200 euro, almeno cento volte in più del dovuto. Spuntano anche tutte le regalie non dovute che venivano fatte al personale sanitario, evento questo comune in tutta Italia, da cui Foggia ovviamente non era e non è immune.

La notizia relativa agli scandali sanitari viene ritirata in ballo dal “Sole 24 ore” per analizzare quanto costa allo Stato la corruzione che circola negli ambienti sanitari, in occasione proprio del giorno sul rapporto ISPE. Il nostro sistema sanitario nazionale spende ogni anno 110 miliardi di spesa pubblica e quasi 35 di spesa privata degli italiani, e come si è ben visto il capolouogo dauno contribuisce bene ad aumentare questa spesa, a suon di disinfettanti. Nell’articolo del “sole 24 ore” vengono citati anche altri scandali, che riguardano l’intera nazione, come le borse studio non dovute, le solite gare d’appalto truccate, le tariffe false. Ad esempio, solo nel piccolissimo Molise ci sono state condanne per danno erariale totale (non solo in sanità) da 15,6 mln. La corruzione ha un grande costo sui cittadini, sia in tema di tasse, che in tema di ticket sanitari costosissimi. Un costo elevato a cui non corrisponde un servizio altrettanto elevato, come si evince chiaramente da tutto ciò che accade ogni giorno in ambito sanitario.

Non siamo proprio sicuri che basterà un rapporto ISPE, contenente sostanzialmente un decalogo di buone regole contro la corruzione, a far cessare gli scandali sanitari in capitanata e in tutto il nostro bel paese italiano, cosi come invece siamo sicuri che l’universitàasl ha ancora tanta strada da fare per formare studenti avulsi da questi mentalità subdola e corrotta che sta divorando lentamente l’italia non solo nell’ambito ospedaliero.

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