Lezione di storia nel bicentenario del Congresso di Vienna



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200 anni dal Congresso di Vienna e una lezione di storia nell’auditorium dell’Archivio di Stato  per ricordarne gli accordi a Palazzo Filiasi venerdì 27

Venerdì 27 novembre 2015 alle ore 17 si terrà un’interessante lezione di storia avente come tema centrale il Congresso di Vienna, nel bicentenario della sua creazione, organizzata dall’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, Comitato provinciale di Foggia.

A relazionare sarà il professor Saverio Russo, ordinario di Storia Moderna del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli studi di Foggia, presidente della Fondazione Banca del monte Siniscalco Ceci e già direttore del dipartimento umanistico dell’Unifg.

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Lezione di storia nel bicentenario nel Congresso di Vienna

Apriranno la serata i saluti del dottor Viviano Iazzetti, direttore dell’Archivio di Stato di Foggia, il dottor Massimiliano Monaco, presidente dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, infine l’intervento della prof.ssa Rina Di Giorgio Cavaliere, presidente degli “Amici della Fondazione Banca del Monte” di Foggia.

La volontà di ridisegnare la cartina d’Europa e di ristabilire solidi equilibri tra le nazioni spinse le principali potenze europee a discutere dei futuri assetti politico-governativi all’indomani della fine di Napoleone.

Restaurazione è il termine con cui solitamente si fa riferimento al periodo inaugurato dal Congresso del 1815, poichè scopo principale dei congressisti era appunto restaurare i regni d’antico regime sui legittimi troni dopo gli sconvolgimenti politici della Rivoluzione francese e del dominio napoleonico.

L’interesse dei ministri plenipotenziari partecipanti al congresso era quello formale di ripristinare lo status quo antecedente il 1789, ma anche di creare nuovi equilibri politici.

Le annessioni e i ridimensionamenti territoriali stabiliti a Vienna furono ratificati e conclamati da una alleanza tra i tre principali stati animatori del Congresso, si poneva cioè il problema di mantenere gli equilibri decisi a Vienna.

L’istituzione della Santa Alleanza,voluta dallo zar Alessandro I, dava effettività al cosiddetto “concerto di Vienna”, cioè a quell’asse formato da Austria, Russia e Prussia che per la loro egemonia nel continente avevano maggiormente il fianco esposto ad eventuali alzate di testa di altri Stati.

Da un leggendario e affascinante consesso come quello tenuto a Vienna, emerge dalle ingiallite pagine della storia il dominio austriaco che larga parte avrà nei futuri disegni della politica italiana, l’abilità diplomatica di Klemens Von Metternich, e uno spirito fortemente reazionario che verrà successivamente smentito di lì a poco con i futuri moti del ’30.

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