Il Libro delle Anime: il fascino di Glenn Cooper



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Glenn Cooper

Glenn Cooper ci racconta in chiave letteraria e d’azione la morte. Scopri il sondaggio al termine della recensione.

Segreti ed incognite inaugurano il consiglio letterario di Foggia.Zon in occasione di Halloween. Non ci saranno mostri, streghe o vampiri a terrorizzarvi, ma la paura che tocca ognuno di noi.  Se vi dicessimo che fra libri impolverati si nasconde la data della vostra fine sareste curiosi di conoscerla?

Glenn CooperScheda tecnica

Titolo: Il libro delle anime

Autore: Glenn Cooper

Genere: Thriller

Editore:  TEA- Gruppo Editoriale Mauri Spagnol, Edizione su licenza della Casa                              Editrice  Nord

Pagine: 421

Trama

Will Piper rincorre la verità nascosta dal mistero dei Libri delle Anime. Spettrali figure dai capelli rossi e dagli occhi verdi hanno scritto quei tomi. Messaggeri divini o del diavolo? Un dubbio che si protrae nei secoli con il segreto e l’enigma della fatidica data 9/2/2027. Dolore e sangue accompagneranno la ricerca fra indovinelli da risolvere e strategie politiche. Un balzo nella storia  proiettato al futuro e al buio con cui ci accoglie.

Recensione

Le produzioni di Glenn Cooper sono un fenomeno editoriale. Anche  questa impresa letteraria dell’autore, Il Libro delle anime, ha rispettato le aspettative con circa 2.000.000 di copie vendute.

È un libro, un semplice libro antico  ma custodisce un segreto, è il Libro delle Anime. E il suo segreto è il nostro destino

L’intro editoriale scelta in copertina è la sintesi perfetta della dietrologia della trama. Libro cooperiano reale e libro romanzato sono in simbiosi fra loro, libro nel libro, specchio del riflesso dell’altro. Mordace la casualità della situazione letteraria: vecchie pagine, che racchiudono un antico e soprannaturale potere, sono raccontate da un moderno tascabile  dei nostri giorni che evoca un potere non meno regale, la fantasia. Non sfugge ai lettori la tradizione dell’editoria degli ultimi anni affascinata da titoli e trame che seguono il filone del potere letterario: penso alla serie di romanzi che hanno seguito un altro grande colosso, anche cinematografico, quale  La ladra di libri.

Dunque, c’è una specifica scelta narrativa declinata sicuramente con originalità ed in chiave d’azione. Così, infatti, si esprime Antonio D’Orrico, del Corriere della sera/Sette: “ Il Libro delle Anime è un libro che ha un’anima, un romanzo che riannoda e sviluppa, spingendola fino alle estreme conseguenze, l’idea meravigliosa e agghiacciante della Biblioteca dei Morti.”

I capitoli sono strutturati in modo tale da alternare il racconto di ciò che sta accadendo in epoca contemporanea con quanto è accaduto in passato. In questo modo Cooper riesce a ricostruire la storia dei libri e della biblioteca segreta. Ciò che ci offre è un resoconto storico romanzato più attento alla digressione descrittiva che ai dialoghi in senso stretto. La particolarità della scrittura di Cooper ne Il Libro delle Anime è proprio quella di saper mixare lo stile agile e scattante di un romanzo d’azione con  parentesi circostanziate. Certamente non ritroveremo panorami e soggetti tinteggiati in ogni sfumatura, ma senz’altro colori più caldi rispetto ad un comune thriller.

La trama non si presenta eccessivamente labirintica ma affascina ed insinua il desiderio di scoprire il significato della data 9/2/2027. Similmente la psicologia dei personaggi è lineare, a tratti quasi prevedibile. Questo, forse, l’unico particolare che stride con il genere di riferimento.

Vera protagonista di questo romanzo è la Morte. I Libri delle anime segnano con fredda ed impietosa decisione le date di nascita e di morte di ogni essere umano. Questo il potere tenuto nascosto dai governi per strategie politiche e militari. A sedurre, tuttavia, è la predestinazione legata alla morte, con tutto il mistero che funge da cornice.

“Sono qui per risolvere il mistero più grande del mondo. Il senso della vita e della morte. L’inizio e la fine. E, già che ci sei, aggiungerei l’esistenza di Dio.” ( Il libro delle anime, Glenn Cooper, pag. 110)

Tentazione e paura, pazzia e curiosità, dividono i sentimenti di coloro che si avvicinano al segreto. Nell’intimo della lettura ci si ritrova spesso spauriti e sgomenti. Il cuore avverte un guizzo di timore, il sussulto dell’anima di fronte alla temuta antagonista della fine dei tempi.

“A me non fa paura. […] Sapere che il giorno della  mia morte è già scritto, intendo. In un certo senso è confortante. Tutte le angosce, le preoccupazioni per il futuro che ci assillano: cosa dovremmo mangiare, cosa dovremmo bere, che tipo di airbag dovremmo avere in macchina…Ci tormentiamo su ogni cosa, fino all’esasperazione. Forse è meglio prendere la vita come viene e smettere di preoccuparsi.” (Il libro delle anime, Glenn Cooper, pag. 148)

Girando l’ultima pagina del libro si avverte  l’ironia dell’autore, quasi a voler canzonare la morte. Forse l’intera trama è un esorcismo della fine, una sorta di catarsi rispetto ad una paura primitiva che paradossalmente è il centro propulsore del nostro vivere.

Da apprezzare è  quel sarcasmo letterario di fondo, quel ghigno amaro che segna il labile confine fra l’ossessione del vivere e del morire. La si potrebbe definire una lettura di purgazione da cui trarre una didattica del vivere bene oggi senza pensare al domani.

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