Louis Libutti: l’italo-americano di San Michele

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Louis Libutti
Louis Libutti

Frequentatore dell’Opera San Michele, Louis Libutti è ricordato per i suoi contributi alle comunità foggiane

C’era una volta la guerra. E c’erano una volta gli americani che arrivarono nelle nostre città.

Tra questi, c’era Louis Libutti, o, per i più, Luigi.

Classe 1915, Louis Ributti era nato a Brooklyn da genitori italiani, precisamente nativi di Avigliano, un paese della provincia di Potenza.

Durante la guerra, Louis arrivò a Foggia in qualità di sergente maggiore nel 99° Bomb Squadron, presso il campo di Tortorella, distante dalla città solo pochi chilometri.

Cattolico praticante, cominciò a frequentare soprattutto la parrocchia di San Michele, nelle cui aule gli americani avevano installato un centro di smistamento postale per i soldati, rimasto attivo tra il 1943 e il 1944.

In quell’anno, tante furono le cose che l’americano fece a favore dei giovani della comunità: permise l’apertura di piccole scolaresche per i ragazzi foggiani; diede avvio ad una serie di lezioni d’inglese; raccontò storie sulla tradizione americana.

Louis Libutti
Louis Libutti

Ma, nella sua bontà, non si limitò a preoccuparsi dell’istruzione dei giovani: ebbe a cuore anche il loro spirito e la loro persona. Per questo motivo, nel cuore di chi lo ricorda, sono rimasti due episodi in particolare.

Il primo, riguarda un pomeriggio d’estate, quando Luigi volle riunire nelle stanze della parrocchia tutti i giovani della città, per offrire loro una merenda a base di pane, salsicce e melone.

Il secondo riguarda il Natale: avendo ormai preso a cuore i suoi piccoli amici, il sergente si assicurò che, per tutti, ci fosse un piccolo dono da parte della sua squadra.

Probabilmente, di storie come quella di Luigi ne esistono tante: storie di chi mette l’umanità avanti a tutto, storie di chi abbatte le barriere della brutalità semplicemente mettendoci il cuore. E sono storie che vale la pena raccontare, sempre.