Malformazioni congenite Puglia: ecco i primi dati



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Malformazioni congenite: quante malattie legate all’inquinamento ambientale? Dopo tre anni, ecco i primi dati riguardanti la regione Puglia

Le malformazioni congenite sono divenute, ormai, di interesse primario in campo socio-sanitario, essendo tra le cause principali di mortalità infantile. Consci della stretta relazione che intercorre tra molti processi patologici e degrado ambientale, si è posta una particolare attenzione soprattutto alla valutazione degli eventuali effetti nella popolazione infantile dell’esposizione agli inquinanti ambientali.

Agostino di Ciaula è il referente dell'ISDE Puglia.
Agostino di Ciaula è il referente dell’ISDE Puglia.

Fu così che il 3 settembre 2013 veniva istituito con legge regionale il Registro Malformazioni Congenite della Regione Puglia, grazie all’impegno di ISDE Puglia (International Society of Doctors for the Environ­ment), che ha proposto l’istituzione del Registro, e dei circa 800 sottoscrittori della proposta. A distanza di circa tre anni sono disponibili i primi dati ufficiali, per il momento limitati ai soli SIN (Siti di Interesse Nazionale), che mostrano un quadro desolante. Sono confermati, infatti, eccessi di malformazioni congenite a Manfredonia (+36% rispetto alla prevalenza regionale) ed a Taranto (+10%),che si sommano a dati provenienti da altre fonti autorevoli che avevano già documentato eccessi di malformazioni a Brindisi. E’ solo l’ennesima conferma della presenza, in Puglia come in altre zone d’Italia, di aree di discriminazione sanitaria, con persone lasciate consapevolmente vivere in condizioni di eccesso di rischio in assenza di dovuti provvedimenti. 

Siamo di fronte, quindi, ad un incremento esponenziale malattie croniche e degenerative che iniziano già in età pediatrica.

Tutto questo si somma, come se non bastasse, all’incremento della spesa sanitaria a carico delle famiglie, che è uno degli effetti della progressiva demolizione della sanità pubblica a beneficio di quella privata, ma anche del mancato interesse della politica per la prevenzione primaria. Malattie cronice e degenerative  rappresentano, di fatto, una tassa a vita che un numero crescente di famiglie è costretta a subire. Oltre al danno ( criticità socio-ambientali che incrementano il rischio sanitario), anche la beffa: il dover sostenere i costi di scelte politiche sbagliate.

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