Michelangelo al Teatro Giordano



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Vittorio Sgarbi ci racconta il genio di Michelangelo in un’appassionante serata all’insegna dell’arte e della musica

 Si è appena concluso un ricco e memorabile week-end per i foggiani, iniziato con Libando e terminato con l’ingresso del Foggia in serie B . In una tre giorni di ottimo cibo ed emozioni calcistiche nemmeno gli appassionati di arte possono dirsi scontenti, grazie allo straordinario ospite del  Teatro Giordano : Michelangelo Buonarroti. A presentarcelo la prorompente personalità del noto critico d’arte ed opinionista Vittorio Sgarbi, in una originale e intensa lezione di storia dell’arte.

Il racconto di Sgarbi inizia con la Pietà – che l’autore plasmò partendo dalle parole di Dante  –   messa a confronto con Tiziano, Bellini, Picasso e Niccolò di Puglia  e con la riflessione sul tema del tempo in relazione alla diversa rappresentazione della Vergine Maria nelle varie opere.

Non solo scultura ma anche pittura con la rappresentazione di Bacco e il Tondo Doni attraverso un dialogo tra opere e tra artisti.

La pittura di Michelangelo è scultura e la sua scultura è pittorica “ afferma Sgarbi, ed è impossibile contraddirlo di fronte alla maestosità dei personaggi della volta della Cappella Sistina, alla perfetta anatomia dei corpi e alla veridicità dei panneggi dei protagonisti del Giudizio Universale.

Michelangelo, principale fonte di ispirazione per tutti gli artisti a lui successivi, dai più vicini come Caravaggio ai più lontani come Coubert in “L’origine del mondo” in un’affinità di tematiche e di scelte la cui percezione non sarebbe così immediata senza l’occhio attento e rivelatore di un esperto.

Una serata ricca non solo di arte ma anche di religione, di laicismo, di ironia, di considerazioni sulla nostra epoca. Un po’ di amarezza forse nel constatare come il cambiamento artistico di quest’ultima sia espressione di cambiamenti sociali e di decadentismo. Se è vero che l’inizio di ogni secolo ha come simbolo un’immagine, Sgarbi ci ricorda che il 1500 si aprì con la Cupola di Brunelleschi a Firenze, simbolo della fede che abbraccia i cristiani, mentre il 2000 porta con sé l’inevitabile ricordo del crollo delle Twins Tower . Una contrapposizione tanto forte quanto sincera.

Non solo un’occasione in cui ammirare opere d’arte ma soprattutto un omaggio a un genio senza tempo, portatore di un gusto che non ha mai avuto decadenza. Grazie al confronto con opere molto antecedenti come i Bronzi di Riace, il presentatore mostra come l’universalità di Michelangelo sia nell’essere autore che si confronta con il passato e con il futuro senza averli mai conosciuti. Prova lampante la possente scultura del David, in tutto paragonabile alle sculture dell’arte greca che l’autore mai conobbe.

Arte ma anche musica, un connubio inscindibile e in questo caso perfettamente riuscito grazie alle musiche composte da Valentino Corvino che hanno animato l’alternarsi dei “capitoli” in modo davvero piacevole e  suggestivo.

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