Miseria e nobiltà trionfa al Giordano



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La Compagnia di Teatro di Luigi De Filippo regala ai foggiani un’apprezzatissima e superlativa performance di Miseria e Nobiltà

Sabato 16 gennaio, presso il Teatro Comunale “Umberto Giordano” di Foggia, è andata in scena Miseria e nobiltà, celebre commedia di Eduardo Scarpetta, interpretata da dodici attori della Compagnia di Teatro Luigi De Filippo, oltre che da Luigi De Filippo, il quale ha curato anche la regia e l’adattamento. C’era da aspettarselo: lo spettacolo ha registrato il tutto esaurito. Sarà stato il cognome De Filippo, o la fama della pièce rappresentata, ma al “Giordano” i biglietti sono andati a ruba in pochissime ore.

In una Napoli affamata, in cui neanche i santi possono compiere il tanto atteso miracolo, può capitare che nella propria casa venga imbandita una tavola ricca di ogni ben di Dio, per di più al ritmo del Bolero di Ravel. Ma la fame è troppa, per questo nessuno chiede chi abbia inviato quel cuoco e quei due sguatteri. E la fame della Napoli di Scarpetta non è molto diversa dalla fame dell’Italia di oggi. Si, perché ancor oggi siamo un popolo di affamati, costantemente divorati da una fame che non sembra poter essere soddisfatta.  Una commedia attualissima, ma anche fortemente comica, in cui l’ironia può tingersi anche di tinte amare.

Miseria e nobiltà trionfa al GiordanoDegne di nota le scenografie, capaci di riflette l’animo dei personaggi: dalla povera ed essenziale abitazione del primo atto  alla ricca e appariscente villa del secondo atto. I costumi, poi, sono apparsi particolarmente appropriati, soprattutto nel secondo atto (in cui viene compiuto l’inganno per celebrare le nozze tra il marchesino Eugenio e la ballerina Gemma).

Non sarà facile cancellare dalla memoria dei foggiani il ricordo della Compagnia di Luigi De Filippo in Miseria e nobiltà. Una performance di così notevole spessore, senz’ombra di dubbio, resterà nella storia del Teatro “Giordano”. Il pubblico, infatti, ha particolarmente apprezzato lo spettacolo: la rappresentazione è terminata con applausi scroscianti e tre chiamate della Compagnia. Il sipario ha fatto fatica a calare, dato che il numerosissimo pubblico continuava ad acclamare gli attori.

Menzione obbligatoria non solo per Luigi De Filippo che, nonostante i suoi 85 anni, continua ad essere un brillante don Felice Sciosciammocca, ma anche per Giorgio Pinto, il galante don Luigino che offre il lauto pasto alla famiglia Sciosciammocca e ai suoi coinquilini. Un indimenticabile Paolo Pietrantonio ha interpretato Gaetano Semmolone, l’ex cuoco arricchito che viene beffato da tutti, ottenendo un successo strepitoso: è un macchiettista nato.

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