Musica nelle Corti di Capitanata: concerto d’apertura al Giordano

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Al via la XIX edizione di Musica nelle Corti di Capitanata, con un concerto che ha riscosso un grandissimo successo

Venerdì 19 giugno, presso il Teatro Comunale “Umberto Giordano ” di Foggia, si è tenuto il concerto d’apertura della XIX edizione di Musica nelle Corti di Capitanata, rassegna musicale estiva dedicata alla musica classica e al jazz, organizzata dal Conservatorio di Musica “Umberto Giordano” in collaborazione con il Comune di Foggia.

Il direttore del conservatorio foggiano, Francesco Di Lernia, ha dedicato il concerto d’apertura a Joachim Walter, organista e direttore tedesco specializzato nel repertorio sacro, in particolare in quello di Mendelssohn, scomparso due giorni fa.

Musica nelle Corti di Capitanata: concerto d'apertura al Giordano
Musica nelle Corti di Capitanata: concerto d’apertura al Giordano

L’Ensemble d’archi del Conservatorio – costituito da Dino De Palma, Orazio Sarcina, Claudio Andriani e Maria Saveria Mastromatteo (violini), Luigi Gagliano e Giuseppe Rutigliano (viole), Francesco Montaruli e Francesco Mastromatteo (violoncelli), Massimiliano Mauthe (contrabbasso) – ha eseguito due composizioni di Jean Sibelius (l’Andante Festivo e Rakastava, una suite per archi), del quale si celebra il 150° anniversario della nascita, e l’Ottetto per archi op.20 di Felix Mendelssohn.

L’Andante Festivo, composto inizialmente per quartetto d’archi e poi trascritto dal compositore stesso per orchestra d’archi e timpani, è l’unica composizione registrata da Sibelius nel corso della sua vita: l’Andante Festivo, dal carattere elegiaco e spirituale, fu diretto, nel 1939, dal settantaquattrenne compositore finlandese in vista dell’Esposizione universale di New York. Questa singolare composizione, tra l’altro, è stata inserita dal regista Christopher Nupen nella scena d’apertura del suo documentario su Sibelius, prodotto nel 1984, vincitore della medaglia d’argento al New York International Film and Television Festival.

Rakastava, nata originariamente come suite per coro maschile a cappella, è una suite per archi, in 3 movimenti, che descrive, basandosi su leggende popolari finlandesi, un incontro amoroso non andato a buon fine. La particolarità di questa composizione è l’assenza di temi: Sibelius, essendo interessato all’aspetto narrativo, conferisce a questa suite una strutturazione narrativa.

L’Ottetto di Mendelssohn, composto ad appena 16 anni, è il primo grande capolavoro del compositore di Amburgo. L’Ottetto, che rivela l’attenta conoscenza dei lavori di Mozart e di Beethoven, è la trasposizione dell’estetica hegeliana, appresa all’università di Berlino, in note. I 4 movimenti testimoniano la totale padronanza delle forme classiche (la fuga, ad esempio, del quarto movimento, in cui viene citata la Jupiter, la Sinfonia n.41 di Mozart) e l’assoluta maturità musicale del giovane.

Le due composizioni di Sibelius, mai eseguite prima a Foggia, e l’Ottetto di Mendelssohn sono state accolte con grande favore dal pubblico: il bis era d’obbligo.