#NOCURRICULUM 2.0: PARLA L’ESPERTO DI NETWORK MARKETING



0

#NOCURRICULUM – Risposte ai dubbi più comuni da un autorevole professionista del Network Marketing, spremuto al massimo per soddisfare tutta la nostra fame di conoscenza

Nel precedente appuntamento con l’attualità abbiamo esaustivamente parlato della New Economy, partendo dal definirla come nuova corrente economica del 21° Secolo, fino a citarne i più interessanti protagonisti. In questo vivace contesto abbiamo analizzato una nuova attività, il Network Marketing, che sta prendendo sempre più piede; ormai è impossibile ignorarne le dimensioni in termini di fatturato ed impatto sociale a livello mondiale. Nella visione distopica di un mondo in cui macchine sempre più complesse prenderanno il posto degli attuali lavoratori, esso è infatti considerato da molti il “lavoro del futuro”.

Nell’appuntamento di oggi abbiamo intervistato direttamente un professionista di questa attività, in collaborazione con Libera Impresa FG-Group, un gruppo locale di imprenditori del settore. Egli ci fornirà risposte pertinenti, con la garanzia che esse provengano da una fonte certamente attendibile.

Si chiama Fabrizio, ha 45 anni e svolge questa attività da quando ne aveva 21. Imprenditore nel settore meccanico fino a due anni e mezzo fa, la sua azienda contava 18 dipendenti, con un giro d’affari di circa 3 milioni di euro. Sposato, con 2 figli, attualmente si gode la libertà vivendo esclusivamente di questa attività.
Senza perderci ulteriormente in chiacchiere, partiamo con le domande…

Perché hai scelto di fare questa attività?

Ho scelto di fare questa attività perché non ero soddisfatto di ciò che facevo e, anzi, credo che la ricerca di maggiore realizzazione personale sia uno dei presupposti fondamentali per chiunque decida di avviare qualunque attività. Per esperienza posso dire che questa attività funziona solo per le persone che realmente stanno cercando un cambiamento in termini di denaro, tempo e qualità di vita. Diventa complicato, altrimenti, decidere di intraprendere qualunque percorso radicalmente diverso da ciò che uno ha fatto fino a quel momento; ci vuole una bella dose di coraggio! La volontà viene nel momento in cui realmente si cerca qualcosa perché, se la comodità supera l’ambizione, finisci per non fare nulla. Il problema è che tanta gente, in fondo in fondo, si lamenta ma non cerca realmente qualcosa; è più difficile scomodarsi che restare comodi.

Si guadagna realmente? Quanto? Quanto tempo occorre per vedere i primi risultati?

Questa è una domanda a cui ogni persona può rispondere da sé. L’azienda è una realtà che fattura circa 10 miliardi di dollari l’anno. La metà viene reintrodotta nella rete sotto forma di guadagno per chi ne è parte. Parlando di medie, vi sono delle metodologie che, se seguite, consentono di raggiungere un reddito pari a 1.500/1.800€ al mese nell’arco di un anno.

Si è parlato di metodo, come è possibile accedere a queste informazioni? Dove e come è possibile “imparare il mestiere”?

Ogni sistema che lavora in maniera professionale e che ottiene dei risultati non indifferenti deve aver sviluppato un metodo. I gruppi che, nell’ambito del Network Marketing, rimangono e creano organizzazioni estremamente profittevoli sono quelli che sviluppano un metodo. Un professionista non diventa un professionista a caso; segue sempre un metodo e, se è fortunato, ha anche la possibilità di affiancarsi ad un mentore (allenatore, coach, ecc). Noi siamo parte di una vera e propria scuola che insegna alle persone, da zero, a diventare imprenditori professionisti all’interno della struttura; abbiamo corsi, testi e persino eventi formativi e il mentoring è un aspetto fondamentale di questo percorso. Come per ogni professione ci sono dei corsi e degli step che ti portano a raggiungere vari livelli.

Bisogna vendere? E’ un porta a porta?

Il problema è sempre capire cosa si intende per “vendita”. Nel caso in cui tu sia un dipendente, stai vendendo il tuo tempo, le tue capacità e la tua professionalità per un prezzo orario; se tu intendi questo come vendita, allora noi non facciamo vendita. Se tu per “vendita” intendi la creazione di un volume d’affari e/o di un risultato, è normale che tutti “vendano” nella vita.

Nel quotidiano, quindi, quali sono le azioni da compiere per ottenere un risultato?

La nostra attività ha talmente tante sfaccettature che è difficile scindere quando si lavora da quando non lo si fa perché è soprattutto un’attività di relazioni. Credo che la cosa più importante per diventare dei professionisti sia imparare a comunicare con le persone.

Non conosco molte persone, posso comunque svolgere questa attività?

L’attività non dipende dal numero di persone coinvolte, ma dalla qualità dell’impegno che una persona pone nell’attività. Chiaro che se si parte con un gruppo di 4/5 persone, la partenza potrebbe essere un po’ più rapida. Dopo due tre mesi, però, attraverso il lavoro di squadra (duplicazione) arrivi ad un punto in cui questo risulta assolutamente irrilevante.

Per poter fare questa attività al meglio, è necessario lasciare gli studi o il proprio posto di lavoro?

No, questo è un errore che viene commesso abbastanza frequentemente: pensare che sia la quantità di tempo che ti dà la proporzione del risultato significa continuare a pensare secondo logiche “tradizionali”, cioè quelle che normalmente segue una persona quando entra in questa attività (che sia un dipendente o un libero professionista). Bisogna capire che è fondamentale abbandonare il concetto tempo=guadagno orario, perché con i concetti di duplicazione e massificazione non importa quanto tempo metti; a fare la differenza è quanto sei efficace nel duplicare il tuo tempo. Per fare un esempio: se tu creassi una squadra di 10 persone e il tempo dedicato da ognuno fosse pari a 4h alla settimana, il tempo effettivamente dedicato allo sviluppo del business sarebbe di 40h (4h x 10 persone). Quando siete in 100, le ore diventano 400, impiegandone sempre 4 a testa. Questo è l’esempio perfetto di una struttura basata sulla duplicazione e credo sia uno degli argomenti che, una volta capito, suscita maggiore interesse nelle persone; la possibilità, cioè, di poter moltiplicare il proprio lavoro praticamente all’infinito.

Per quanto riguarda gli aspetti fiscali, siamo sicuri che sia tutto a norma di legge e che non si tratti del “solito” piramidale?

Beh, questo lo si potrebbe tranquillamente chiedere alla questura o all’Agenzia delle Entrate. Il nostro partner commerciale è regolarmente registrato come Srl. E’ stata creata una legge, la n.173 del 17-08-2005, che regolamenta il settore a tutela dei suoi protagonisti. Parliamo di un settore che in Italia vale miliardi di euro, quindi non si tratta di qualche strano “giochino”. Ci sono professionisti che fanno dichiarazioni dei redditi, pagano le tasse e vivono di questa attività. E parliamo di centinaia di migliaia di persone. Personalmente collaboro con un’azienda che opera a livello mondiale e il suo titolare è il presidente della Camera di Commercio americana.

Mi piace questa attività, ma le persone che mi sono intorno continuano a sconsigliarmela, tu cosa mi suggeriresti di fare?

E’ abbastanza normale anche questo, è un discorso di “appartenenza sociale”. Tu hai un intorno che ti vede in un determinato modo ed è chiaro che possa sorgere qualche dubbio nel momento in cui dici di aver trovato l’attività migliore del mondo e che tutti possono farla. Purtroppo nel collettivo si è influenzati pesantemente dagli stereotipi e da chi si è stati fino a quel momento; è normale che generalmente si faccia fatica a credere che si possa aver trovato qualcosa di “differente” per diventare imprenditori nei successivi 12 mesi con un reddito da 1.800€ al mese.

Come mai non si sente parlare così spesso di questa attività dai media?

Sono società che normalmente non vanno in TV, non hanno sponsor eclatanti e quindi la massa non le conosce se non attraverso la duplicazione, poiché tutto il budget destinato ai media viene distribuito ai propri incaricati. E’ proprio questa distinzione dalla grande distribuzione tradizionale che genera ricchezza per chi fa il lavoro.

A volte sembra che l’attività abbia il solo fine di generare una grande quantità di denaro; credi siano questi i valori alla base, ovvero il solo arricchimento spregiudicato senza altro principio alcuno?

Questo, purtroppo, è un altro problema di mentalità. Intanto il denaro deve essere sempre visto come una ricompensa ad un servizio offerto alla società (inteso come “collettività”, l’insieme delle persone). Se tu oggi hai un reddito di 1.000€, significa che tu offri un vantaggio che la società è disposta a pagarti 1.000€. Se venissi pagato 10.000€, vorrebbe dire che il tuo servizio è 10 volte più utile alle persone che lo utilizzano.

In termini di etica e morale, quindi, quali sono i valori alla base di questa attività?

Secondo me uno dei valori più interessanti alla base di questa attività è che non viene richiesto assolutamente nulla, nel senso che è totalmente aperta a qualsiasi tipo di persona. Naturalmente devi avere compiuto diciotto anni e non avere pendenze penali; per il resto, chiunque abbia voglia di mettersi in discussione e/o di imparare cose nuove può intraprendere questa carriera. Non importa chi sei, da dove vieni, non ti viene chiesto assolutamente nulla se non il fatto di avere una forte voglia di intraprendere.

Cosa ne pensi della situazione italiana in merito a questo settore?

Beh, per quanto riguarda le statistiche che interessano personalmente la mia attività, l’Italia è prima in Europa!

Nel Centro e nel Nord Italia questa attività ha registrato risultati estremamente positivi, ritieni possibile che risultati analoghi possano essere ottenuti anche al Sud?

Assolutamente sì e io penso che il problema sia ancora una volta una questione di mentalità… e parlo per esperienza! La rete parte nel momento in cui un individuo capisce come funziona, indipendentemente da quale parte del mondo provenga, a prescindere dal parere di esperti. Personalmente ho letto un libro di un grandissimo professionista del Sud America (“El arbol rojo del Multinivel y las ventas directas” di Mario Rodriguez ndr), considerato uno dei più importanti manuali sullo sviluppo di questa attività, in cui si racconta di un ragazzo brasiliano che aveva intenzione di creare un gruppo nuovo in Brasile. Secondo alcuni esperti di marketing, però, quella era l’unica zona del Brasile in cui era impossibile creare un’attività profittevole ed elencarono una serie di motivazioni a sostegno di questa tesi (reddito procapite, istruzione, propensione all’imprenditorialità, ecc). Eppure il ragazzo, in quell’area, è riuscito a creare il gruppo più veloce, più grande e ricco del Brasile con quasi 38.000 iscritti. Ha dimostrato, cioè, che di “esterno” non esiste nulla, è una persona che inizia a fare le cose bene e in automatico crea un vortice. Il problema è che le persone non sono mai logiche, nel senso che ragionano sempre con l’emotività.

A conclusione di questo percorso, siamo sicuri di aver approfondito qualcosa di completamente innovativo; nuovi stili di vita, nuovi modi di intendere il lavoro, nuove prospettive e tanto divertimento da godersi lavorando in compagnia dei propri collaboratori-amici. Un’estensione, quasi, delle proprie frequentazioni abituali portate in un contesto in cui la collaborazione genera anche ricchezza, per tutti.

E se un giorno, realmente, smettessero di esistere lavori estenuanti, in cui l’uomo è meramente disumanizzato ad un ripetitivo agire e si lasciasse, invece, il posto a famiglie, amici e persone interconnesse in tutto il mondo che costruiscono benessere… come immaginiamo il futuro?

Un sincero ringraziamento va a Fabrizio e l’intero gruppo Libera Impresa FG-Group per la cortese collaborazione.

Leggi anche