Nuzzo e Di Biase: il duo comico in scena al Teatro Giordano

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Nuzzo e Di Biase: Gli impiegati dell'amore

Nuzzo e Di Biase tornano in teatro con una commedia francese romantica e spregiudicata, questa settimana in scena al Teatro Umberto Giordano

Protagonisti la scorsa stagione a Quelli che il calcio con lo sketch Quelli che hanno un cuore e, ancor prima, a Zelig con La vita coniugale tra le lenzuola ai tempi del tablet e Tra moglie e marito non mettere dito, il duo comico Nuzzo – Di Biase è una coppia d’arte, ma anche nella vita. La loro comicità raffinata, spesso basata sul contrasto (esasperato) tra uomo e donna, ha ottenuto largo consenso tra il pubblico del piccolo schermo, ma non solo. Dopo il successo teatrale di Paradossi e Parastinchi (Corrado) Nuzzo e (Maria) Di Biase il 5 novembre sono tornati a calcare il palcoscenico con Gli impiegati dell’amore, commedia francese che oltr’Alpe si è aggiudicata il Biglietto D’Oro e che ha tutte le carte in regola per essere un successo anche nel nostro Paese.

Il tour che li ha portati in giro per l’Italia in questi mesi sta per concludersi e fa tappa a Foggia. Lo spettacolo andrà in scena, infatti, al Teatro Umberto Giordano domani, martedì 14 Marzo, alle ore 21.00.Nuzzo e Di Biase: Gli impiegati dell'amore

La commedia

I protagonisti della commedia, Silvia e Michele, si incontrano in un’agenzia matrimoniale, non alla ricerca dell’anima gemella, ma per lavoro. Hanno un’esistenza abbastanza monotona fino a che lo stesso lavoro non li costringe a guardarsi dentro, uscendo dal guscio di protezione che entrambi si sono costruiti, per affrontare (finalmente) la vita. «Silvia è una donna estremamente dolce – spiega Maria Di Biase – ma molto introversa. Attorno a sé ha costruito una barriera, un muro impenetrabile con il quale si difende dagli altri, ma che impedisce ai suoi sentimenti di manifestarsi. Strada facendo, anche grazie all’aiuto di Michele, questa durezza lascia il posto al suo lato più tenero».

«Michele – afferma Corrado Nuzzo – è un personaggio di una timidezza assoluta, molto legato alla madre, un po’ fuori tempo, sia nell’atteggiamento che nell’abbigliamento, con i suoi immancabili papillon. Preciso e chicchierone nasconde, dietro la parlantina, il fatto di non avere mai avuto una relazione. Le solitudini vissute dai personaggi sono diverse: Maria ha avuto tanti amori, ma Cupido non ha mai scoccato la sua freccia; Michele, invece, non si è mai nemmeno lontanamente avvicinato alle pene che l’amore può dare».

La coppia in scena e nella realtà attraverso le parole dei protagonisti

Ne “Gli impiegati dell’amore” rappresentate la prima volta dei protagonisti attraverso un dialogo intimo, di avvicinamento e scoperta reciproca. Ma la prima volta, quella perfetta, come deve essere?

Di Biase: «La prima volta, perfetta? Mi manca (ride)! A parte gli scherzi devo dire che questa scena, dove il pubblico sarà al buio, e dove i protagonisti si scoprono e fanno per la prima volta l’amore è molto divertente. A tutte noi è capitato di trovarsi in situazioni imbarazzanti per via della timidezza, o perché si ha paura di lasciarsi andare alle emozioni, o perché ci si preoccupa di dover dimostrare qualcosa. Silvia e Michele lavorano assieme da molto tempo, ma non si sono mai visti con l’occhio dell’amore. È una scena molto bella, delicata, assolutamente non volgare». 

Nuzzo: «Abbiamo scelto di portare in teatro questa piece forse proprio per questa scena. Le prove sono state molto divertenti e interessanti, i due al buio copulano veramente (ride)! Io e Maria lavoriamo e viviamo assieme e, come i personaggi, ci abbiamo messo un po’ prima di lasciarci andare. Ci siamo conosciuti prima come amici». 

Di Biase: «, ci siamo incontrati tramite alcuni amici comuni e dopo due anni è scattato l’amore. È stato un avvicinarsi lento». 

INTERVISTATORE: Lavorate sul contrasto umoristico tra uomo-donna. Qual è la loro diversità nell’affrontare i problemi di coppia? Dalla noia alla gelosia al tradimento…

Di Biase: «Sicuramente la donna è più passionale, pretende tutto». 

Nuzzo: «Anche troppo (ride)!».

Di Biase: «Vuole sempre avere ragione, si pone come colei che detiene la verità». 

Nuzzo: «A teatro e nei nostri sketch abbiamo sempre, volutamente, rappresentato l’uomo come un personaggio un po’ stupido, quello meno intellettuale della coppia. Ma è un finto succube, si comporta così solo per non assumersi nessuna responsabilità». 

I: Il vostro modo di fare spettacolo, sia in teatro che in televisione, mette a nudo la quotidianità nei rapporti di coppia con una ricca dose di ironia e autoironia. Quanto attingete dalla alla vostra vita quotidiana?

Nuzzo: «All’inizio molto poco, avevamo un repertorio consolidato che si ispirava a una coppia di nostri amici (ride), che si stavano lasciando e che ringraziamo per l’ispirazione! Lei chiamava me, mentre lui chiamava Maria. Non avevano un punto in comune, avevano due versioni e due punti di vista sempre completamente discordanti. Facevamo finta di consolarli, ma in realtà attingevamo dalla loro storia per creare i nostri personaggi (ride)!». 

Di Biase: «Abbiamo spesso rappresentato coppie che litigavano. A volte l’odio è proprio il collante, senza odio non c’è coppia che tenga (ride)!». 

I: Avete scritto “1001 nuovi modi per dirsi ti amo”. Qual è quello che vi rappresenta maggiormente, quello che sentite più vostro?

Di Biase: «Io ti amo e ogni volta che vedo una stella cadente esprimo sempre lo stesso desiderio». 

Nuzzo: «E qual è?»

Di Biase: «Colpiscilo!». 

I: La regola del perfetto corteggiatore.

Nuzzo «Per conquistare Maria ho lavorato un anno! Prima di incontrarla ho avuto parecchie… relazioni (ride), non conoscevo il significato della parola amore, non era mai scoccata la famosa scintilla. Quando ho conosciuto Maria ho sentito una voce dall’alto che mi diceva “lei è la tua donna” (ride)! Ho un animo rock, ma anche romantico così, per fare breccia nel suo cuore, tutti i giorni per un anno le ho portato un mazzo di fiori. Peccato lei fosse allergica. Ma non osava dirmelo». 

I: La migliore dichiarazione d’amore.

Di Biase «Quella di Corrado, sicuramente, anche se non è stata una vera e propria dichiarazione». 

Nuzzo: «Il nostro è un continuo dichiararsi, è il collante che ci tiene uniti». 

D: Il partner dei vostri sogni, quello/a che sognavate da ragazzi.

Nuzzo: «Maria, senza dubbio. Ha tutte le caratteristiche che ogni donna dovrebbe avere».

Di Biase: «Durante l’adolescenza sognavo qualcuno che mi facesse ridere, almeno più di quanto facessi già ridere io! E questa caratteristica l’ho trovata, in Corrado». 

I: Insomma, siete la coppia perfetta. E la vostra vita è davvero una continua dichiarazione d’amore.

Nuzzo: «Si, infatti, ma domani ci lasciamo (ride)!».