Operazione “Oro pro nobis”: arresti e sequestri per il crac milionario dei “Don Uva”

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Associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta alla casa della divina provvidenza. Eseguiti arresti e sequestri

Questa mattina gli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bari – Nucleo di Polizia Tributaria, hanno eseguito dieci ordinanze di custodia cautelare, di cui tre in carcere e sette ai domiciliari ed il sequestro di un immobile appartenente all’ente ecclesiastico “Casa di Procura Suore Ancelle della Divina Provvidenza”.

L’indagine, durata tre anni, articolatasi in numerosissime acquisizioni documentali, perquisizioni locali, accertamenti bancari, escussione di soggetti informati sui fatti, migliaia di intercettazioni telefoniche (tutte preziose nella ricostruzione dei fatti e delle responsabilità penali), ha ad oggetto l’Ente religioso denominato Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza opera Don Uva onlus.

Trattasi di un Ente Ecclesiastico fondato da Don Pasquale Uva nel 1922, avente finalità di culto e religione, che esercita attività di cura e assistenza delle persone con facoltà intellettive compromesse, in forza di convenzionamento con il Servizio Sanitario delle Regioni Puglia e Basilicata, nonché di un accreditamento, con le stesse regioni, relativamente ad altre attività Ospedaliere. La struttura si articola nelle tre sedi di Bisceglie, Foggia e Potenza.

L’indagine ha portato oggi ad eseguire gli arresti nei confronti delle religiose, massime responsabili della Congregazione delle Ancelle, di un ex Direttore Generale, di Amministratori di fatto, di consulenti e di dipendenti dell’Ente stesso, ma nel lungo elenco degli indagati, compaiono anche altri 3 professionisti, ex amministratori della CDP e personalità politiche della zona, tutti coinvolti in vari episodi di dissipazione e distrazione di risorse dell’Ente.

Le misure sono state adottate in relazione a numerosissimi reati di associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta ed altri, nell’ambito del crack dell’Ente Ecclesiastico Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza che, a causa di una pesantissima esposizione debitoria di oltre 500 milioni, si trova attualmente in Amministrazione Straordinaria.

La Procura della Repubblica di Trani, destinataria di numerosi esposti in merito alla scandalosa gestione dell’Ente, nell’aprile 2012 ha chiesto il fallimento dell’Ente Religioso e da quel momento la lunga e complessa indagine, condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria di Bari della Guardia di Finanza, ha messo in luce l’innumerevole serie di reati che hanno portato al surrichiamato clamoroso crack da oltre 500 milioni di euro, di cui oltre 350 sono rappresentati da debiti nei confronti dello Stato.

Il caso più clamoroso di sottrazione di patrimonio aziendali è rappresentato dagli oltre 30 milioni di euro e da un immobile destinato a clinica privata in Guidonia fittiziamente intestati ad altri Enti Ecclesiastici paralleli gestiti dalle suore della Congregazione, nel tentativo di sottrarli ai creditori e quindi anche allo Stato.

Il Giudice per le Indagini Preliminari, dott.ssa Rosella Volpe, ha riconosciuto la totale fondatezza dell’ipotesi accusatoria avanzata dal Pm in ordine all’esistenza di una associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei tanti reati accertati dagli investigatori.

Le indagini hanno, infatti, evidenziato come molti dipendenti siano stati assunti con logiche clientelari e con spesso incredibili livelli stipendiali, molti fornitori abbiano goduto di un rapporto privilegiato con il “potere”, ottenendo grottesche condizioni contrattuali, cui erano riservate corsie preferenziali per i pagamenti delle forniture (specie in periodi di massima crisi finanziaria dell’Ente) in cambio di assunzioni di persone sponsorizzate dalla dirigenza della CDP, il patrimonio immobiliare stesso dell’Ente è stato spesso svenduto a soggetti compiacenti o ai vertici dello stesso; tutto era basato sulla logica del clientelismo, perfino le liste dei dipendenti da avviare a licenziamenti collettivi erano improntate alla epurazione dei non graditi.

Le indagini proseguono su altri filoni investigativi.