Premio Giuseppe Sperduti 2015 e apolidia



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Premio Giuseppe Sperduti 2015, un bando di concorso riservato agli aspiranti giuristi: l’apolidia come caso da studiare e risolvere

Apòlide deriva dal greco ἄπολις -όλιδος e πόλις città, stato. Con questo termine si indica la non appartenenza del soggetto ad alcuno stato e il suo esser privo di alcuna cittadinanza.

Bisogna innanzitutto precisare che ogni Stato determina quali sono i soggetti che costituiscono il suo popolo e cioè quella collettività umana stabilmente presente nel territorio in cui lo Stato esercita la propria sovranità e che di conseguenza è sottoposta a tale potere indipendente ed effettivo. I soggetti che formano il “popolo” sono definiti cittadini e col termine cittadinanza si intende proprio l’appartenenza di un individuo ad uno stato nazionale.
La cittadinanza può essere persa e le ipotesi in cui ciò avviene sono disciplinate agli artt. 11 e 12 della legge n. 91/1992. La perdita della cittadinanza si verifica per rinuncia da parte di un cittadino italiano che abbia acquistato o riacquistato la cittadinanza straniera; la perdita sarà invece automatica quando il cittadino italiano abbia accettato un impiego pubblico o una carica pubblica da uno Stato, ente pubblico estero, ente internazionale di cui non faccia parte anche l’Italia, o perché presti servizio militare e non abbia ottemperato, entro il termine previsto, all’intimazione del governo italiano di abbandonare l’impiego, la carica o il servizio militare. Privato della cittadinanza, il soggetto acquista lo status di apolide.

L’apolidia è però un problema globale e, in occasione del cinquantesimo anniversario della Convenzione del 1961 sulla riduzione dell’apolidia, l’UNHCR ( Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) ha lanciato la Campagna per le Convenzioni sull’apolidia, incoraggiando gli Stati ad aderire alle Convenzioni del 1954 e del 1961 per prevenire l’apolidia e garantire chi versa in questa situazione. Gli Stati manifestano in questo modo anche il loro impegno per i diritti umani, il loro riconoscimento effettivo e la loro garanzia di fatto tutelando così la dignità di tutti gli individui, in particolare di coloro i quali necessitano di protezione. Sulla base di questa considerazione, sono stati previsti standard minimi di trattamento e la possibilità di assicurare agli apolidi uno status giuridico. Le due Convenzioni intendono, a tal proposito, risolvere anche le questioni interpretative derivanti da conflitti fra norme e prevenire casi di apolidia che potrebbero discendere da lacune.

È importante ridurre e risolvere il problema dell’apolidia anche perché questo contribuirebbe allo sviluppo sociale ed economico, alla pace e alla sicurezza internazionale e ad una migliore gestione delle migrazioni internazionali. Il Comitato per i Diritti Umani della Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha pertanto indetto un concorso consistente in una gara di simulazione processuale su un caso pratico relativo all’apolidia: il tema dell’edizione 2015 del Premio “Giuseppe Sperduti” è la revoca della cittadinanza in danno ai foreign fighters.
Il Premio è aperto a tutte le Università italiane in cui si insegnano discipline giuridiche.

Le iscrizioni sono aperte fino all’8 maggio 2015.
In allegato il link:
http://www.sioi.org/pages/it/comitato-per-i-diritti-umani/premio-giuseppe-sperduti-2015.php?lang=IT

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