L’incontro con Giacinto Pinto per “Parole che fanno bene”



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Giacinto Pinto

Cronaca di una serata all’insegna dell’informazione giornalistica. La redazione di Foggia.Zon, egregiamente rappresentata dalla caporedattrice Francesca Romana Cicolella, incontra ed intervista un altro foggiano doc: Giacinto Pinto

Martedì 21 aprile l’Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza ha ospitato il secondo incontro
della rassegna “Parole che fanno bene”, organizzata in collaborazione con il Consiglio degli Studenti. Ospite della serata, Giacinto Pinto, giornalista Rai. A moderare l’incontro il Professor Sebastiano Valerio, docente di Letteratura Italiana presso il Dipartimento di Studi Umanistici, e Francesca Romana Cicolella caporedattore del portale di informazione Foggia. Zon.

Partito da una redazione del capoluogo dauno, Pinto è riuscito in pochi anni ad affermarsi nel panorama nazionale. Da Teleblu, passando per Telenorba, fino ad arrivare alla tv di Stato. Un percorso lungo vent’anni. Anni di lavoro sul campo, trascorsi ad inseguire i protagonisti dei grandi e piccoli fatti di cronaca del nostro Paese.

11169839_10204013114636731_5792414001408320709_nDall’omicidio di Nadia Roccia, grande caso mediatico del nostro territorio , al crollo di viale Giotto, tragedia che nella notte tra il dieci e l’undici novembre 1999 colpì la nostra città e che, in qualche modo ha rappresentato la “svolta” per Pinto.”In quei giorni , ho conosciuto un giornalista de “La vita in Diretta”.Mi sono offerto di aiutarlo a raccogliere le testimonianze dei parenti delle vittime, dei sopravvissuti. Insieme a lui sono entrato nella camera ardente e ho ripreso i corpi nelle bare.”

Quel giornalista anni dopo lo chiamerà per iniziare a collaborare con il rotocalco di Rai 1. Pinto sarà l’inviato di tutti i più importanti casi di cronaca: dal “ caso Kercher” a quello di Sara Scazzi, dalla strage di Erba a Melania Rea.

Nel corso degli anni è stato inviato in Medio Oriente, per Telenorba, e ha curato reportage per” Porta a Porta”, trasmissione di Bruno Vespa. Storie e scenari estremamente diversi tra loro, sempre raccontati con oggettività, senza lasciarsi andare a giudizi o opinioni personali.
“Fondamentale è essere cronisti e non opinionisti, occorre avere sempre un occhio distaccato rispetto ai fatti, raccontarli semplicemente, in maniera equilibrata esattamente come vorrebbe chi si trova al di là dello schermo”

Per due ore Pinto “tiene banco” e affascina il pubblico con il racconto dei casi che lo hanno maggiormente appassionato.
“Fare il giornalista è una missione, come fare il medico o il poliziotto.E’ un mestiere di frontiera” –continua-“Non bastano la gavetta o la scuola di specializzazione, bisogna trovarsi al momento giusto nel posto giusto.”

In sostanza questo il pensiero del reporter, rivolto principalmente ai giovani che intendono intraprendere la professione giornalistica. Con impegno e passione per il proprio lavoro si può arrivare lontano.

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