Puglia: Commissione Sanità dà il via libera alla proroga della legge regionale sul gioco

0
gioco

Il settore del gioco legale pugliese attraversa un periodo che potremmo definire complesso, se non critico

Da un lato, la concorrenza dei giochi online si fa sempre più forte: i casinò online autorizzati con la loro facilità di accesso e l’offerta di bonus casino per giocare gratis rendono questa opzione di intrattenimento conveniente e attraente per una porzione sempre più vasta di pubblico. Dall’altro, le normative regionali e locali, volte a contrastare la diffusione del gioco compulsivo, vanno spesso nella direzione di una limitazione dell’offerta dei giochi, producendo effetti negativi anche a livello occupazionale e nel tessuto imprenditoriale locale.

Un esempio chiaro di come la normativa regionale possa produrre anche conseguenze economiche ci viene della Legge Regionale n. 43/2013, la cui entrata in vigore è prevista per il 20 dicembre prossimo. Tra le varie regole incluse nella norma, vi è l’introduzione della distanza minima di 500 metri tra sale slot e scommesse e luoghi sensibili. L’applicazione del distanziometro porterebbe alla chiusura di circa l’80% degli esercizi che offrono giochi e alla perdita di circa 20.000 posti di lavoro.

Questi numeri hanno chiaramente generato preoccupazione tra le varie sigle sindacali, come Filcams Cgil, Fisascat e Uiltucs che, a metà settembre, hanno deciso di scrivere a Regione e Ministero chiedendo un confronto sugli effetti occupazionali della legge regionale. In particolare, Filcams ha sottolineato come sia importante che “le misure di contrasto agli abusi del gioco siano realizzate tenendo conto della salvaguardia occupazionale e delle legalità”. Considerando che il settore è già stato preso di mira dall’aumento del Preu previsto dal Decreto Dignità, gli effetti della norma regionale potrebbero essere davvero rilevanti.

Calando, infatti, le possibili conseguenze dell’entrata in vigore della legge regionale nella realtà foggiana, delle 599 slot presenti nel Comune (dato del 2016), oltre 400 si sarebbero trovate “fuorilegge”, costringendo numerosi esercizi a chiudere.

Anche l’Associazione Gioco e Scommesse Rete Esercenti (Agire) ha espresso apprensione per il futuro di circa 6mila imprese del settore, chiedendo al governatore della Regione di poter discutere del tema delle ludopatie e delle misure più efficaci per combatterle. L’Associazione non è infatti in accordo con l’idea che il distanziometro sia il deterrente adeguato a contrastare il fenomeno della dipendenza, anzi, la limitazione dell’offerta di gioco legale potrebbe produrre un’indesiderata proliferazione di bische clandestine e di sale giochi non autorizzate, mettendo ancora più a rischio le fasce deboli della popolazione.

Forse proprio in considerazione degli elementi critici evidenziati da Agire e dai sindacati, lo scorso 27 settembre la Commissione Sanità del Consiglio regionale, ha approvato con votazione unanime una proroga all’entrata in vigore dell’articolo 7 comma 3. In tale articolo era prevista la scadenza, al termine dei 5 anni previsti, di tutte le licenze di pubblica sicurezza rilasciate prima della Legge Regionale, decadenza che ora sarà collegata alla data di emanazione, da parte del Parlamento, del Testo Unico in materia di prevenzione e trattamento del gioco d’azzardo patologico.

L’ultimo passo perché la proroga diventi legge è la delibera di recepimento da parte della Giunta regionale, atto che dovrebbe avere luogo nei prossimi giorni.